·Privati, dietrofront della giunta·

Dietrofront. La giunta Marsilio cancella i regali alle cliniche. E lo fa dopo le severissime censure del Tavolo di monitoraggio del 30 luglio scorso alla sanità abruzzese e pubblicato da Maperò a fine settembre (lo leggete qui). Un lungo elenco di facilitazioni che avevano fatto gongolare gli imprenditori della sanità privata ma che ieri l’esecutivo regionale ha dovuto depennare con un tratto di penna. 

Finisce l’oscillabilità, che resta solo per i casi eccezionali, finisce il gioco a dama dei posti letto da reparto a reparto, stop al superamento del numero delle degenze e soprattutto via di nuovo ai controlli da parte delle Asl sui tassi di occupazione giornalieri. Insomma, il privato torna sotto il controllo della Regione che dovrà valutare come è giusto che sia l’appropriatezza, la legittimità e la congruità delle prestazioni erogate. In pratica, si torna al vecchio schema.

Quattro mesi: tanto è durato il regime di deregulation che Marco Marsilio con l’assessore Nicoletta Verì avevano tentato di imporre nella sanità.

Ecco cosa accadde: a giugno scorso il centrodestra ha approvato i nuovi contratti. Prima, con la vecchia giunta D’Alfonso-Paolucci, era previsto che le cliniche dovessero comunicare alle Asl di appartenenza l’impegnativa dei pazienti, poi il numero dei ricoverati “suddivisi in relazione alle singole discipline e ai relativi posti letto accreditati e ai relativi posti letto”, il numero dei ricoveri diurni e ordinari; il numero dei pazienti dimessi. Insomma tutti quei dati che servono alle Asl per monitorare il flusso dei pazienti di ogni clinica per poi pagare correttamente ogni prestazione. Questo passaggio era stato cancellato dal contratto predisposto da Marsilio & c con la delibera numero 348 del 18 giugno scorso: le cliniche quindi non sarebbero state più tenute a fornire i dati sul numero dei ricoveri. 

Ma non finiva qui. Marsilio & Verì fecero di più: nella vecchia formulazione dei contratti era prevista anche la possibilità di una “occasionale ed eccezionale oscillabilità tra il 10 e il 30 per cento” del fatturato ma solo “per motivate esigenze, comunque segnalate e autorizzate dalla Asl di appartenenza”. Ogni deroga quindi doveva essere autorizzata: questo passaggio era stato depennato dal contratto approvato da Marsilio a giugno scorso e così nei nuovi contratti venne inserita una oscillabilità del 20 per cento senza motivazione specifica e neppure l’autorizzazione della Asl: le cliniche avrebbero potuto fare di testa propria e aumentarsi il fatturato senza troppe spiegazioni.

Una variazione che comportava l’abolizione dei pochi paletti che regolavano i rapporti tra ente pubblico e imprenditori della sanità privata, ma soprattutto ogni tipo di controllo sul fatturato dei privati.

Il Tavolo di monitoraggio, lette queste delibere, ha invece poi chiesto espressamente “l’eliminazione dell’oscillabilità mensile del limite previsto dal tetto” e stabilito che “non è possibile variare la destinazione del singolo posto letto rispetto alla patologia per la quale esso è stato accreditato. La flessibilità del sistema della destinazione dei posti letto nelle strutture accreditate è un’esigenza di medio-lungo periodo, ancorata ai tempi della pianificazione e delle sue revisioni, sicché, senza una formale riconsiderazione del numero o della distribuzione dei posti letto, resta ferma, nell’ambito di ciascun area funzionale omogenea (a caso), la loro ripartizione/ quantificazione per singole discipline accreditate”. 

Nicoletta Verì

E così ieri la corsa ai ripari:

“E’ stato precisato che il superamento delle degenze giornaliere previste per le singole specialità non è consentito alle case di cura private, se non in via eccezionale e nell’ambito della stessa area funzionale omogenea (Afo) – così recita il comunicato della Regione – Viene confermato l’obbligo per gli uffici competenti di procedere alle verifiche del tasso di occupazione giornaliero per disciplina in qualunque momento dovesse essere ritenuto necessario. Questo al fine di controllare l’accessibilità, l’appropriatezza clinica e organizzativa, la legittimità e la congruità delle prestazioni svolte dall’erogatore privato. Sull’oscillabilità mensile la delibera approvata oggi rimarca l’invalicabilità del tetto di spesa annuo e sottolinea come il ricorso all’oscillabilità possa essere solo eccezionale e con obbligo di tempestiva comunicazione alla Asl di appartenenza. La fase avanzata del procedimento di conclusione degli accordi negoziali per l’anno in corso (considerato che scadono il 31 dicembre prossimo) impone di rinviare alla negoziazione 2020 gli ulteriori adeguamenti richiesti dai Ministeri affiancanti, fermo restando il non superamento dei budget assegnati agli erogatori privati”.

ps: e così sia.




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