·Il conto di Pierangeli: 50 milioni di extrabudget·

Eccoli qua i 46 milioni di euro che Luigi Pierangeli chiede alle Asl abruzzesi, eccolo il conto che il re delle cliniche presenta alla Regione Abruzzo. Non sono soltanto interessi passivi, sono soprattutto fatture per extrabudget, cioè prestazioni effettuate al di fuori dei limiti fissati dai contratti, per i quali la Regione dovrebbe disporre la revoca degli  accreditamenti.

Luigi Pierangeli

Extra budget, per quel che riguarda la Asl di Pescara, autorizzati dall’ex manager Claudio D’Amario nel 2013 e poi nel 2015, quando al governo della Regione c’era prima Chiodi e poi Luciano D’Alfonso. E mentre oggi la giunta regionale guidata da Marco Marsilio si appresta a dare il benservito al manager di Pescara Armando Mancini solo perché non è di suo gradimento, i cittadini continueranno a pagare, e a pagare caro, gli errori, chiamiamoli così, dei manager nominati dal centrodestra (e poi sdoganati dal centrosinistra, in uno scambio continuo e incomprensibile di professionalità, come sta accadendo oggi alla Regione e al Comune di Pescara). 

Claudio D’Amario

Eccoli, sono pubblicati sulla Gazzetta ufficiale: è il 6 agosto scorso quando la Synergo srl con unico socio Luigi Pierangeli cede a una società di Factoring, la Vittoria spe srl tutti i crediti nei confronti delle Asl di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo e della Regione Abruzzo “quale co-obbligata o garante dei predetti enti”. Fatture che arrivano alle Asl a metà agosto, in ordine sparso, relative a prestazioni rese dalla casa di cura Pierangeli e dalla casa di cura Spatocco di Chieti dagli anni 2006 al 2015 con eccezione del 2009 (anno del terremoto)  “oltre i limiti dei budget fissati dalla Regione Abruzzo, e quindi in regime di extra budget”. 

Crediti extra-budget, quindi in linea di principio la Regione non dovrebbe pagare e le Asl avrebbero la possibilità di rispedirli al mittente (e la Asl dell’Aquila ha respinto sia le fatture sia le cessioni della Synergo). Ma per la Asl di Pescara c’è un inghippo, almeno per gli anni dal 2013 al 2015, quando appunto Claudio D’Amario firmò una convenzione con Pierangeli e la casa di cura Villa Serena per il trasferimento dei pazienti di area medica e geriatrica “affetti da patologie internistiche non critiche” che vengono presi in carico dal Pronto soccorso dell’ospedale di Pescara e successivamente trasferiti a Pierangeli e Villa Serena in caso di indisponibilità di posti letto nelle strutture aziendali”. Le due convenzioni vengono sottoscritte le prime il 19 e 24 aprile 2013 e la seconda il 5 marzo 2015. Una convenzione grazie alla quale, scrive D’Amario, “è stato possibile contenere la situazione emergenziale che molto spesso di è determinata a causa della notevole affluenza presso il Pronto soccorso di Pescara di pazienti affetti da patologie internistiche non critiche di cui si rendeva necessario il ricovero”.

D’Amario con la Chiavaroli, Paolucci e la D’Incecco

Ecco, in presenza di questa convenzione, sottoscritta dall’ex manager di Pescara, sarà più difficile poter contestare le fatture di Pierangeli, anche se D’Amario in effetti non autorizzava l’extra-budget. Che, chissà come mai, presenta il conto solo ora, a distanza di 13 anni dal primo credito.

ps: e di nuovo, il conto, lo pagheranno i cittadini. Il conto delle incapacità, delle inefficienze, di quelli che preferiscono aumentare gli stipendi ai manager invece di abolire i ticket sulle ricette e l’Irpef che paghiamo ai massimi livelli (e che invece per legge, con l’uscita dal commissariamento, potrebbe essere cancellato del tutto).




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