·Zingaretti o Minniti? C’è chi sceglie tutti e due·

Quanti imbarazzi, e quanti opoppisti nel Pd abruzzese in  vista del congresso. Schierarsi con chi, con Zingaretti o con Minniti? Un bel dilemma, soprattutto se non si capisce ancora come butta. E poi gli equilibri: in Abruzzo vai a capire chi vince e chi comanda, con l’incognita Legnini ancora in piedi.

Minniti con D’Alessandro e Legnini a Ortona

E così tre primi cittadini, di quelli che compaiono nell’elenco a sostegno di Marco Minniti, per non saper né leggere né scrivere, hanno firmato per tutte e due le liste: Carlo Moro, sindaco di Lentella, Giuseppe Masciulli, sindaco di Palmoli, e Marcello Salerno sindaco di Ari. Due firme is meglio che one, e chissà se l’hanno fatto perchè ecumenici che più ecumenici non si può o a loro insaputa. Capita. Sta di fatto che uno (e anche più di uno) dei sindaci dei Comuni più grandi che hanno firmato per Minniti adesso starebbero pensando di ritirarla, la loro firma, perché a quanto pare Giovanni Legnini (che a giorni dovrebbe sciogliere la riserva per la candidatura), si sarebbe piuttosto irritato (sia pure senza tessera Pd è sicuramene più vicino a Zingaretti che a Minniti).

Alberto Balducci

Insomma, il cuore dei democrat abruzzesi è spaccato, anche per ragioni di opportunità: in tanti non sanno con chi buttarsi, e l’incertezza la fa da padrone. Alberto Balducci, per esempio, consigliere regionale fedelissimo di D’Alfonso, a quanto pare ha fiutato l’aria del cambiamento, cioè di un Abruzzo che da dalfonsiano si sta velocissimamente convertendo a Legnini (anche perché con Dalfy ha perso tutto quanto era possibile perdere, dal referendum alle Politiche), e ha chiesto di partecipare all’area Zingaretti. Andando controcorrente rispetto al  suo mentore. Cose che capitano, sotto elezioni.

E sempre a proposito di elezioni, tra i democrat ma non solo, si inserisce un altro bel punto interrogativo: se il governo non dovesse reggere l’onda d’urto dello spread e dei contrasti tra Salvini e Di Maio e si andasse a elezioni anticipate, i tre parlamentari rischiano di restare a casa. Almeno uno di loro. In quel caso, se Legnini dovesse dire no alla candidatura a presidente di Regione, potrebbe tentare, sicuramente con successo, di tornare in Parlamento.

ps 1: E in quel caso, forse Dalfy sarebbe il primo a saltare.

ps2: E insomma, davvero qualcuno aveva firmato a sua insaputa. Ecco cosa scrive a Mapero’ Marcello Salerno, sindaco di Ari:

“Gentilissima, grazie al Suo articolo dal titolo “Zingaretti o Minniti? C’è chi sceglie tutti e due” ho appreso questa mattina che il mio nominativo era stato inserito nella lista dei sostenitori di entrambi i candidati. Ho chiesto chiarimenti agli uffici di segreteria del partito e, scusandosi, mi hanno chiarito che si è trattato di un errore. Infatti il mio orientamento era stato espresso solo nei confronti di Minniti”.

ps3: Insomma Mapero’, che aveva preso l’elenco dei nomi dalle liste ufficiali, ha scoperto non solo che almeno tre sindaci comparivano sia nell’elenco a sostegno di Zingaretti che in quello di Minniti, ma anche, grazie a Marcello Salerno,  che il partito inserisce le firme così come gli detta il cuore.




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