·Zappa-golpe·

Il direttore signorno’ Giancarlo Zappacosta è stato reintegrato. La delibera è stata approvata ieri mattina dalla giunta  con una prova muscolare che passerà alla storia della Regione Abruzzo nell’era D’Alfonso. Non solo perchè quella di ieri è stata la prima volta che a presiedere non è il governatore ma il suo vice Giovanni Lolli, ma anche perché dall’Albania dove è ormai da parecchi giorni Dalfy aveva intimato a Stefania Valeri dell’avvocatura regionale e al fido Claudio Ruffini di armarsi e partire: per impedire l’approvazione della delibera.

Giancarlo Zappacosta

Giancarlo Zappacosta

Insomma, gli hanno risposto picche. A spingere per andare avanti sono stati soprattutto l’assessore Donato Di Matteo e il vice presidente. Ed è la prima volta. Pare che sia stata la paura a fare novanta: gli assessori, diffida alla mano, hanno temuto di essere chiamati in prima persona a risarcire i danni a Zappacosta e a pagare penalmente per il mancato reintegro. La stessa Valeri sembra che abbia fatto presente che rimettere nel cassetto la delibera, tra l’altro già protocollata, avrebbe provocato un danno erariale gravissimo alla Regione.

Giovanni Lolli

Giovanni Lolli

Donato Di Matteo

Donato Di Matteo

Un’azione di forza di cui farà le spese soprattutto il vice presidente Lolli, che già in passato si è accapigliato con D’Alfonso, che non ammette di essere contraddetto e quando gli succede diventa molto brusco. In mattinata il governatore aveva ordinato di bloccare la delibera spiegando che in ogni caso nel giro di pochi giorni avrebbe azzerato tutte le direzioni per poi poterle rimettere a bando e scegliere quindi persone di fiducia. Nel tentativo, probabilmente, di arrivare al 30 maggio, data fissata per la discussione del reclamo contro l’ordinanza di reintegro. Reclamo che D’Alfonso ha presentato nonostante il parere contrario dell’Avvocatura dello Stato.

Ps: non è un segnale di poco conto, quello di ieri. E sembra una risposta al famoso decreto 34, quello con cui il governatore #facciotuttoio si era attribuito il potere di fare tutto, ma proprio tutto. E agli assessori manco le briciole.

Ps2: chissà, da ieri qualcosa è cambiato: fa tutto lui, però sotto il treno ci vada da solo (sembra che abbiano detto proprio così).





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