·Voto in condotta ai dirigenti·

Hanno dato i premi ai direttori. Bravi, bravissimi: tutti promossi col massimo dei voti, ottimo anche a chi proprio bravo non è. E ora tocca ai dirigenti. Perché gli encomi sono encomi punto e basta, gratificazione alle stelle ma soldi zero. Invece ora, con l’approssimarsi della fine dell’anno, sono in arrivo molti soldi, naturalmente calibrati in base al rendimento. Ma alla Regione si prepara anche una resa dei conti di quelle epocali. Perché Luciano D’Alfonso sta per fare una piccola ma significativa rivoluzione: tra i criteri di valutazione, la giunta regionale (e quindi il governatore in persona, perché gli assessori si sa, zitti e mosca), sta per introdurre un parametro nuovo di zecca, coniato apposta per l’uso: le “attitudini comportamentali”.

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Che è una locuzione ampia che significa tutto e non significa niente, e per questo lascia ampia discrezionalità. Ma soprattutto, visto che si parla di comportamenti, alla Regione già si immaginano una specie di plotone di esecuzione per la valutazione dei poveri dirigenti, divisi in gironi danteschi: nell’ottavo cerchio quelli sospettati di parlare con i giornalisti (corrono sferzati da D’Alfonso), al settimo, sotto la pioggia di fuoco, i dirigenti che osano dissentire, più su quelli che non rispondono al telefono quando vanno a casa, nel quinto quelli che non guardano adoranti il governatore. E insomma, le attitudini comportamentali sono un po’ come il voto in condotta.

Ernesto Grippo

Ernesto Grippo

E d’altronde che il clima sia da caserma, si è capito da parecchio. Non a caso a capo dell’ufficio di gabinetto c’è un ex comandante dei vigili urbani. E’ proprio Ernesto Grippo a scrivere ai dirigenti di servizio chiedendo che le proposte di delibere debbano arrivare in formato Pdf portando in calce firme e controfirme di dirigenti e direttori.

<Il mancato rispetto di tali formalità comporta l’irricevibilità della proposta>.

Non solo, Grippo intima di presentare le delibere per tempo, perché

<la presentazione nell’imminente scadenza di un termine perentorio di adozione non legittima alcuna deroga ma ha solo il pregio di evidenziare negligenza del servizio proponente, le cui conseguenze non potranno essere condivise da altri servizi e tantopiù dall’organo collegiale>.

Insomma, puntuali e tempestivi e con gli anfibi lucidi. Sennò zero in condotta. Grippo non scherza, eh.




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