·Vasto, sanità al collasso·

Li hanno lasciati senza medici e senza macchine. E’ una fotografia impietosa, paurosa e anche amara, quella che fa l’ex parlamentare Pd Maria Amato ora tornata al suo amato lavoro di Primario radiologo, della sanità vastese. Un pezzo di territorio abbandonato, messo addirittura peggio degli altri, dove la politica ha giocato con la pelle dei pazienti. Lo scrive su Facebook la Amato, perché le sue parole, le richieste, le lettere, sono cadute nel vuoto.

Maria Amato

“C’è stato un tempo in cui credevo di poter svuotare il mare con un secchiello bucato. C’è stato un tempo in cui ho creduto alle promesse, quando se mi dicevano, resisti ancora qualche tempo, poi si risolve, si risolveva davvero. Ora si è risolto poco, e con ancora una unità di medico in meno, metto le pezze alla giornata, passo le ore davanti a un monitor che mi brucia gli occhi e so che per i miei colleghi è lo stesso. E in quel secchiello bucato ci sono la loro generosità, la nostra stanchezza, la solidale disponibilità di due colleghi di Chieti, la disillusione, un tentativo di testimonianza. Si perchè a fronte delle tante notti dei ragazzi della radiologia, questo mio essere qui, come cenerentola aspettando la mezzanotte, è solo una piccola testimonianza, vorrei smettere di dire grazie, vorrei smettere di camminare sulle uova. In quel secchiello bucato ci sono le aspettative deluse, il disagio dei pazienti e il mio senso di impotenza”.

Due medici, occorrerebbero due medici per rimettere in moto una macchina quasi alla paralisi, che si regge solo grazie al sacrificio di chi c’è.

“In fondo basta poco, l’autorizzazione regionale ad assumere due medici, non “tutti quelli che vuoi”, due e il lavoro di una vita non va alle ortiche, ma chi c’era non ha autorizzato, non ha potuto? non ha voluto? Francamente non mi interessa più. Chi c’è non ne ha il potere. Chi potrà non è ancora in sella”. Ma c’è ancora tanto che fa acqua, nella sanità vastese. 

Ma c’è ancora tanto altro che fa acqua, nella sanità vastese. Resta una speranza la Tac 64 strati, promessa da tre anni, aggiudicata da quasi un anno, la stanza c’è, il progetto c’è, siamo nella fase della aggiudicazione dei lavori. Poi si dovranno fare i lavori per l’adeguamento degli spazi, poi si dovrà impiantare la tac.

“Restano un paio di macchine di buon livello, e qualche pezzo di antiquariato – aggiunge Maria Amato –un mammografo nuovo con i fondi dello screening: un LEA che grazie al lavoro della segreteria dello screening, dei radiologi e delle tecniche ha fruttato alla famosa griglia LEA un bel po’ di punti. 

Resta un ecografo che usano al 20% perche non ci sono i medici. Resta una carenza di personale medico che, spiega l’ex parlamentare Pd,

“a un qualsiasi sindaco affrancato dai potenti della Regione avrebbe fatto stracciare le vesti in piazza. Dovremmo essere 11 più il primario, e siamo 6 per garantire il lavoro in emergenza h24 per un Presidio a cui Paolucci ha dato solo il nome di DEA di I livello”.


Ed è di pochi giorni fa la notizia che a Vasto mancano persino gli infermieri per i dializzati. Invece viene prontamente nominato, a una settimana dalle elezioni, il primario facente funzioni della Dialisi di Vasto, ed è solo un caso che sia il vice presidente vicario del Consiglio comunale? Inutile dire che ci si chieda come mai la stessa urgenza non sia stata usata per la direzione sanitaria, che è fondamentale per l’organizzazione dell’oespedale. O per la Rianimazione di Vasto, rimasta senza primario facente funzioni per due anni prima di nominare il nuovo responsabile. O per espletare i concorsi per il pronto soccorso, per Cardiologia, Medicina. 

ps: come si fa a rivendicare il successo dei Lea, quando un ospedale è ridotto così.




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