·Università, quanto fango sulle prof·

Promuovere le donne è impossibile. Lettere anonime, pettegolezzi sessuali, commenti volgari e diffamatori. La denuncia è del rettore della Normale di Pisa, Vincenzo Barone (nomen omen) in un’intervista al Quotidiano Nazionale, alla vigilia dell’inaugurazione dell’anno accademico.

Insomma, ogni volta che si tratta di valutare o proporre il nome di una donna per un posto da docente, si scatena il finimondo. Si parla di tutto, meno che di preparazione, merito e competenze, che dovrebbero essere i soli criteri per valutare un accademico, racconta Barone. Calunnie belle e buone, insieme a lettere anonime e notizie false con contenuti offensivi, con espliciti riferimenti sessuali, battutacce che certo non vengono fatte nei confronti degli uomini. E’ lapidario il rettore della Normale, ma le sue considerazioni non sono condivise dalla prorettrice dell’Università D’Annunzio, che tra poco si chiamerà Università dell’Adriatico, Augusta Consorti, una donna determinata e coraggiosa.

“Il nuovo sistema di valutazione per il reclutamento dei docenti è migliorato di molto perché c’è un’ abilitazione che si deve prendere prima di poter partecipare a dei concorsi – spiega la prof – Per l’abilitazione ci sono dei criteri molto stringenti e anche oggettivi  che fanno sì che una persona con i titoli giusti, che supera le soglie (che sono oggettive) indicate dalle commissioni nazionali composte dai commissari che vengono estratti, prenda l’abilitazione”.

Augusta Consorti

Quindi discriminazioni non possono esserci, chiacchiere magari sì, ma per quelle si può fare ben poco, solo non prestare ascolto. E poi  accade in ogni ambiente di lavoro.

“Dunque non possono e non devono esserci discriminazioni di genere – aggiunge la Consorti  altra cosa è il fatto che in ogni ambito lavorativo e anche nelle università, ancora permane la cultura sessista che considera le donne più o meno tutte poco di buono che, se ce la fanno, significa che hanno frequentato il letto giusto! Ora i criteri oggettivi di valutazione e la trasparenza, che è sempre più totale nello svolgimento di tutti i concorsi, consentono di evitare tutti i magheggi che sono stati fatti in passato e che hanno riguardato donne e uomini in egual misura”.

Eppure Barone parla di contenuti

“offensivi, con espliciti riferimenti sessuali, volgari e diffamatori. Anche se missive anonime sono state utilizzate per colpire pure candidati uomini. Ma se per gli uomini in genere il copione è quello di additare il maestro che vuole proteggere l’allievo prediletto – ha aggiunto il rettore della Normale –  per le donne c’è l’aggiunta di risvolti volgari e di espliciti riferimenti alla vita privata, del tutto inaccettabili e per di più falsi. Non mi stupirei, visto il clima, di vedere prima o poi anche attacchi magari sulle tendenze omosessuali di qualcuno. Sono stato anche tacciato di voler assumere delle incompetenti. Ma il problema dobbiamo porcelo: non è possibile che non ci sia nessuna docente donna brava, preparata e meritevole di un posto alla Normale”

La Consorti con Cottarelli

Augusta Consorti non condivide, proprio per niente: va bene denunciare il clima, figlio di una cultura sessista che investe anche l’ambiente accademico, ma non bisogna preoccuparsi delle lettere anonime.

 “Quando si fa un concorso si giudica il curriculum e i titoli scientifici che, lo ribadisco, sono oggettivamente misurabili: c’è un ranking internazionale che associa un valore ad ognuna delle riviste su cui uomini e donne possono pubblicare …… se la Normale di Pisa ha bisogno di reclutare una persona che abbia un profilo specifico, semplicemente valuta, in base ai criteri indicati dalla comunità scientifica internazionale, quale sia il profilo migliore, indipendentemente dal genere”.

ps: chiaro che a darci la lezione migliore sul comportamento da assumere in materia di reclutamento, sia proprio una donna. Bella e autorevole.




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