·Una poltrona per Di Paolo·

Era stato in lista fino a dieci minuti prima. Telefonate, preghiere e suppliche. Ma alla fine niente, Luciano D’Alfonso fu costretto a dare forfait e a cancellare il suo nome: sulla candidatura dell’ex assessore ai Lavori pubblici nella giunta di centrodestra capitanata da Gianni Chiodi, si era rivoltato mezzo Pd con in testa Stefania Pezzopane. La campagna acquisti del candidato presidente nelle file dell’opposizione passi, ma a tutto c’era un limite.

Angelo Di Paolo e Gianni Chiodi

Angelo Di Paolo e Gianni Chiodi

Ora per Angelo Di Paolo, ex Udeur, ex Dc, eletto alla Regione Abruzzo nel 2005 ai tempi di Ottaviano Del Turco, passato nel centrosinistra con “Rialzati Abruzzo” due settimane dopo gli arresti, candidato con D’Alfonso fino alla notte prima degli esami, e poi diventato coordinatore di Centro democratico, si prepara un futuro più che roseo. E’ vero, fu cancellato dalla lista civica di appoggio all’attuale governatore a pochi minuti dalla scadenza, volarono parole grosse, ci furono telefonate bollenti persino da parte dei familiari, è vero D’Alfonso alla fine dovette rabbonirlo perché la situazione era diventata incandescente, ma adesso forse per lui si aggiusterà tutto.

Angelo Di Paolo

Angelo Di Paolo

Insomma, un debito di riconoscenza con lui il governatore deve avercelo per forza: Di Paolo, per candidarsi con D’Alfonso si dimise di punto in bianco dalla giunta Chiodi, esponendosi a un massacro politico e mediatico. Era ben saldo sulla sua poltrona, gestiva Lavori pubblici, servizio idrico integrato, i bacini idrografici quando il 7 aprile  chiuse baracca e burattini e salutò tutti. Chiodi gliene disse di ogni. I marsicani che lo avevano eletto di più. Ci fu chi gli ricordò che il figlio, il sindaco di Canistro Antonio dipendente in mobilità della ditta di acque Santa Croce, ottenne a chiamata diretta un lavoro a tempo indeterminato al Consorzio di bonifica centro di Chieti. Ma insomma, era un lavoro come un altro e il sindaco è un ragazzo in gamba e laureato, lo scandalo non c’era. Ma la notizia del salto del papà Angelo scatenò polemiche a non finire, e lui pure finì nel tritacarne.

Insomma, adesso Angelo Di Paolo dovrebbe diventare presidente dell’Ersi, gli enti d’ambito abruzzesi di cui è commissario il dirigente regionale Pierluigi Caputi. Ma Caputi che la prossima settimana firmerà il contratto da direttore generale del Comune di Pescara (alla Regione alla fine una via di uscita l’hanno trovata), decadrà quasi automaticamente: la legge prevede che l’incarico sia affidato a un dipendente in servizio.

Luciano D'Alfonso

Luciano D’Alfonso

Ma in ogni caso non ci sarà più neppure bisogno di un commissario perché nella legge di stabilità di fine anno è stata votata la riforma dell’Ersi che prevede la nomina di un cda formato dall’assessore al ramo più i quattro presidenti di Provincia. Il presidente dovrebbe poi essere indicato dal presidente del Consiglio regionale su una terna indicata dai sindaci. E Di Paolo è in pole position.

I marsicani di centro-sinistra naturalmente questo nome non lo digeriscono: insomma per loro Di Paolo è un riciclato e i nomi di D’Alfonso per enti e cda fino a questo momento sono stati per la gran parte pescati nel centrodestra, e loro a secco. Già il dente avvelenato ce l’avevano per Gerosolimo e per lo strapotere dei Dipangrazios e ora ci mancava pure questa. Ma niente, non la spunteranno. D’altronde Di Paolo disse a quei tempi: <D’Alfonso è un democristiano come me>. Mica è da tutti.




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