·Tua, ecco le consulenze illegittime·

Consulenze illegittime e violazione della trasparenza: ecco cosa dice il verbale che il ministro dell’Economia ha inviato alla Tua, la società dei Trasporti regionale, per contestare una serie di contratti stipulati con professionisti esterni, soprattutto avvocati. Il documento ispettivo è stato recapito, oltre che all’azienda dei Trasporti abruzzese, anche alla Regione e alla procura della Corte dei Conti per la violazione della trasparenza. La task force istituita nel 2017 dal ministero dell’Economia per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza nelle società partecipate, ha accertato una serie di violazioni della direttiva Anac. Violazioni che si sono registrate nel periodo che va da metà febbraio a metà marzo 2018. 

Le principali contestazioni riguardano le consulenze legali. Per le quali ci sono obblighi ben precisi: è un appalto di servizio vero e proprio alla luce delle disposizioni del nuovo codice degli appalti, spiega il Ministero nel suo documento. Il nuovo codice stabilisce che  per le consulenze legali devono essere rispettati i criteri dell’economicità, efficacia, trasparenza, imparzialità, parità di trattamento. Come specificato anche dalla Corte dei conti, l’affidamento dell’incarico di patrocinio legale deve essere preceduto da una ricognizione interna finalizzata ad accertare l’assenza di professionalità interne. Insomma l’affidamento di un simile incarico non può essere fatto a titolo fiduciario, prima di farlo occorre che l’azienda verifichi se al proprio interno c’è qualcuno in grado di fare quel lavoro. Inoltre deve dotarsi di un elenco di operatori qualificati diviso per materia da cui selezionare “su base non discriminatoria” i professionisti invitati a presentare un’offerta. E, avverte sempre il ministero, si può ricorrere all’affidamento diretto solo nel in casi di urgenza che non derivano però dall’inerzia dell’ente. 

E così il ministero ha chiesto alla Tua di fornire tutta la documentazione sui contratti di natura legale affidati “a due specifici nominativi di professionisti”. Due i casi finiti nel mirino: “il mantenimento del certificato di sicurezza della divisione ferroviaria”;  “un altro incarico di collaborazione menzionato nel verbale del cda del 12 ottobre 2015, di cui non vi è traccia nell’apposita parte della sezione amministrazione trasparente”.

Insomma, in merito all’affidamento delle consulenze legali a due professionisti, il ministero dell’Economia specifica che per uno di loro sono stati prodotti 11 affidamenti, tutti patrocini legali in materia giuslavoristica e altri patrocini in Corte d’Appello. In tutti questi casi la Tua non ha seguito le procedure comparative, ma ha affidato l’incarico chiamando direttamente il professionista, “in violazione degli obblighi di trasparenza. Gli atti risultano inoltre privi di motivazione in ordine alle ragioni che hanno determinato la scelta del professionista”. Insomma, “gli atti esaminati sono caratterizzati dall’aspetto fiduciario che è proprio quella caratteristica che il nuovo  codice degli appalti intende scongiurare a beneficio di criteri di scelta fondati su trasparenza, rotazione, imparzialità, economicità”. Un pastrocchio, quindi.

Il famoso “primo avvocato”, così come riassume il ministero dell’Economia, ha incassato le seguenti cifre: 7.366,33; 3.737,50, 6 incarichi da 2.950,33; poi 1.438,08; 11.017,00; 967,69; due rate da 3180,90. Per un totale di 48.590,38 euro.

Il secondo avvocato ha avuto 6 contratti di affidamento, con le stesse caratteristiche del primo e per un totale di 24.489,25 euro più Iva e contributi.

In questo caso, il ministero sottolinea che il professionista aveva l’incarico di verificare “che sia attuato e mantenuto attivo il sistema di gestione della sicurezza, finalizzato ad assicurare il mantenimento del certificato di sicurezza della divisione ferroviaria della Società Tua”. Questo incarico non è stato mai pubblicato nella sezione della Trasparenza della società, mentre era stato pubblicato il contratto stipulato per lo stesso motivo il semestre precedente, con lo stesso consulente. Il compenso previsto, in entrambi i periodi è stato di 2.500 euro mensili più Iva. In questo caso il ministero ha chiesto alla Tua se il consulente fosse “l’unico soggetto ad avere quelle specifiche competenze”, così come scritto nell’atto di affidamento.

La Tua di qualche tempo fa

E poi c’è l’ultimo incarico da 37 mila euro, anche questo non pubblicato sulla sezione della Trasparenza, affidato dal cda il 12 ottobre del 2015: in questo caso il Ministro ha chiesto di acquisire il rapporto finale del lavoro svolto (previsto nel contratto di affidamento), ma mai ricevuto da parte della Tua. Dalle verifiche fatte dal ministero, risulta che l’atto di conferimento non è stato mai sottoscritto e che non è stata fatta alcuna verifica dell’esistenza di professionalità interne “idonee ad espletare l’incarico”. Quindi, a detta del ministero, anche questo è un “incarico illegittimo” perché affidato in violazione di legge e per di più senza motivazione,  soprattutto perché l’incarico aveva come oggetto attività amministrative “tipiche della gestione aziendale” e che l’attuale direttore amministrativo dell’Area amministrazione e finanza “svolgeva le stesse funzioni di coordinatore dell’area al tempo dei fatti”.

ps: Insomma, consulenze a gogo, affidate a titolo fiduciario, senza selezione, senza comparazione, senza criterio. Adesso la Tua dovrà risponderne.





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