·Tribunali minori, lo scaricabarile·

Cinque anni senza battere ciglio e poi, quasi a scadenza del mandato, nel novembre 2017, il solito gruppo di lavoro coordinato da Giuseppe Di Pangrazio, in arte sua Peppanza. E in questi giorni, ecco le conclusioni: il problema dei tribunali minori deve essere risolto dal governo giallo-verde. Prima, negli anni precedenti, la giunta D’Alfonso non ha mosso un dito, forse proprio per non mettere in imbarazzo i governi a trazione Pd, Renzi e Gentiloni, nonostante ci fosse anche un sottosegretario alla Giustizia abruzzese, Federica Chiavaroli. Adesso invece la palla passa al governo, guarda un po’.

D’Alfonso e Di Pangrazio

Dopo mesi di audizioni e riunioni, di convegni e comunicati stampa – in effetti – di vere soluzioni non c’è traccia, mentre si avvicina inesorabile la data delle elezioni regionali e della scadenza del periodo di proroga, con all’orizzonte la definitiva chiusura del Tribunale di Avezzano nel settembre 2020.

Stranamente mentre il Governatore vicario Lolli è attivissimo su argomenti – come i fondi per il terremoto o la sicurezza autostradale – sui quali la Regione è stata quantomeno distratta nei lunghi anni del Governo Renzi, sulla questione dei Tribunali minori non si sta assumendo alcuna iniziativa.

“Le aree interne non possono attendere un nuovo Governo regionale per affrontare una questione ormai urgentissima. Occorre prendere una iniziativa forte, ora e subito”:

e’ questo il grido di dolore e l’incitamento  che arriva dalla Marsica.

Non solo: i tribunali minori sono stati già soppressi e bisogna agire immediatamente per recuperare il tempo sprecato dalla Regione. Qualche settimana fa il sindaco di Avezzano Gabriele De Angelis ha denunciato la gravissima inerzia della Regione e pretende ora risposte serie sulla soppressione del Tribunale di Avezzano. Lo ha fatto con una nota in cui ricordava che

“tra pochi mesi si terranno le elezioni regionali, ma nulla è stato fatto di concreto dal governo D’Alfonso per la salvaguardia del Tribunale di Avezzano. Il governo regionale, sulla questione dei tribunali soppressi, ha deciso di non decidere. Dopo anni di colpevole inerzia, e soltanto sul finire della legislatura, è stata istituita nel novembre 2017 una commissione regionale, presieduta dal presidente del Consiglio Di Pangrazio, allo scopo di elaborare un documento unico da presentare al Ministero della Giustizia”.

Gabriele De Angelis con Gerosolimo

Insomma, la Regione avrebbe potuto e dovuto pretendere una soluzione dal precedente Governo, ma non lo ha fatto. Mentre invece 28 sindaci e consigli comunali, rappresentativi del 97% della popolazione della Marsica, hanno deliberato, su iniziativa del Comune di Avezzano, la disponibilità a contribuire ai costi del Tribunale, un fatto di assoluto rilievo, in una situazione di grave difficoltà delle finanze pubbliche locali.

La normativa permette la cosiddetta sperimentazione: se la Regione vuole, in tempi rapidissimi si può stipulare una Convenzione con il Governo. Ma nelle conclusioni della Commissione a guida sua Peppanza non vi è traccia di questa concreta possibilità.

Non occorrono modifiche legislative, né pronunciamenti delle Camere e nemmeno del Governo. La Convenzione in sperimentazione è un atto amministrativo quindi immediatamente realizzabile. Ed allora basta attendere, dice il sindaco di Avezzano. E’ necessaria un’azione corale, dei sindaci, della politica e della classe dirigente locale, ma anche di politici nazionali che hanno a cuore l’Abruzzo,

“affinché la Regione si muova finalmente e concretamente, ed il Governo adotti un provvedimento di sospensione delle sciagurate leggi del 2011 e 2012, quantomeno fino a quando non verrà varata la legge di riforma e di attuazione del programma di Governo attinente la riorganizzazione dei presidi di giustizia”.

Ma la Regione vuole davvero salvare i Tribunali minori? La Marsica è disponibile ad accollarsi i costi di gestione.

ps: Ma i tempi stringono, e commissioni e gruppi di lavoro servono solo a perdere altro tempo.





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