·Tre avvocati contro Erika, il Pd sceglie Ciofani·

Escono dal cilindro quasi nello stesso istante: Carlo Masci candidato sindaco del centrodestra in quota Forza Italia e Carmine Ciofani candidato sindaco del centrosinistra con la benedizione di Luciano D’Alfonso. Si conoscono da una vita, avvocati entrambi (almeno sulla targa della porta, Masci in realtà non pratica molto), ora si ritroveranno avversari.

Carlo Masci
Carmine Ciofani

Lo decidono a Roma Tajani, Giorgetti e La Russa che Pescara debba andare a Forza Italia. Silvio Berlusconi è ancora ad Arcore e viene informato solo per telefono, in fondo la città abruzzese è solo un dettaglio: la piazza più grossa, quella che gli sta più a cuore, era stata decisa poco prima con Giorgia Meloni e Matteo Salvini, sempre per via telefonica. Sì, anche il Piemonte incassa il Cavaliere. E la Lega che aveva rivendicato Pescara, con le parole di Matteo Salvini poco più di un mese fa? Niente, la Lega non si impegna più di tanto per Pescara, in fondo preferisce barattarla con Montesilvano e Giulianova: il coordinatore abruzzese Giuseppe Bellachioma, come anticipato da Maperò (qui il link), non batte i pugni, non strilla ma si adegua. In fondo è una buona contropartita.

“Io mi batto sempre fino all’ultimo – dice lui – ma nel momento in cui i leader nazionali prendono una decisione, io mi metto sull’attenti come un soldato. E adesso in ogni caso faremo una campagna elettorale ventre a terra, nonostante il dispiacere di aver perso Pescara”.

Giuseppe Bellachioma

Vince chi ha tessuto meglio la tela con Roma, in questo caso Masci che si è accaparrato i buoni uffici di Maurizio Gasparri. Per il centrodestra e un ritorno al passato che più passato non si può, un salto indietro di vent’anni. Masci, tra l’altro, è un candidato perdente, nel senso che quando provò a fare il candidato sindaco, perse sempre.

Finisce nella trappola invece Marcello Antonelli, ormai ex capogruppo di Forza Italia passato con la Lega solo una settimana fa, dopo aver ricevuto garanzie da Bellachioma durante un pranzo che si è tenuto a Roseto sabato scorso insieme a Gianfranco Giuliante. Antonelli si era visto mettere da parte dal coordinatore del suo stesso partito Nazario Pagano, che da anni aveva promesso la candidatura a sindaco a Carlo Masci (che ci ambisce dal 2003 quando corse contro D’Alfonso (e perse) nonostante il parere contrario di Nino Sospiri, che non ne apprezzava le doti politiche). Si inventò il sondaggio, Pagano, per decidere chi tra Antonelli, Masci, l’ex sindaco Albore Mascia e Eugenio Seccia dovesse candidarsi a sindaco. Un trucco, secondo Antonelli, per silurarlo, nonostante sia stato l’unico a fare opposizione in Consiglio comunale. E così si decide al gran passo, e aderisce alla Lega. Con la presentazione di Giuliante, arriva a Bellachioma, che promette il suo appoggio. 

Ma alla fine tutto si rivela una grandissima trappola.

Marcello Antonelli

Di fatto il suo nome non viene neppure molto perorato al tavolo romano, l’aria soffia a favore di Masci, e si capisce già un paio di giorni fa. 

L’assegnazione delle caselle dei vari Comuni è una specie di partita a dama tra Lega e Forza Italia, e Pescara in prima battuta è collegata ad Ascoli che però alla fine viene assegnata a Fratelli d’Italia. E Salvini probabilmente di quello che aveva detto di Pescara manco si ricorda più, e quante se ne dicono in campagna elettorale. E nessuno glielo ricorda con forza, neppure Bellachioma probabilmente. In fondo, Antonelli non è un suo uomo. Anzi, è un amico di Gianfranco Giuliante dai tempi di An e insieme, quei due, avrebbero formato un asse troppo forte e pericoloso, meglio non dargliela vinta. 

Gianfranco Giuliante

La Lega si consolerà con Montesilvano e Giulianova, insomma.

“Spero che gli alleati facciano un bagno di umiltà – dice Bellachioma – e ci riconoscano almeno questi due Comuni”. 

Insomma, la Lega abbandona lo stile machista e i toni muscolari e si rimette alla volontà degli alleati.

Sul fronte Pd, dopo una serie di peripezie e di tentativi andati a vuoto (l’ultimo a dire no a una delegazione non di solo Pd è stato Enzo Fimiani), ieri è uscito il nome dell’avvocato Carmine Ciofani, prodiano di ferro, che ha detto sì. Il suo nome, sponsorizzato da Luciano D’Alfonso, sarà portato oggi al tavolo della coalizione.

Carlo Costantini
Erika Alessandrini

ps: Insomma, è fatta: lo scontro elettorale a Pescara sarà quindi tra tre avvocati (Masci, Ciofani e Costantini, che corre da solo con le civiche), il giovane sovranità Gianluca Baldini e un ingegnere, la candidata dei 5 stelle Erika Alessandrini. Magari a sparigliare sarà proprio lei.




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