·Tra moglie e marito metti l’Expo·

La Regione Abruzzo tiene famiglia. E poi dici che la coppia è in crisi. Manco per niente: la moglie del sottosegretario Camillo D’Alessandro, Elena Tiberio, diventa il referente cardine dell’Expo come responsabile Ricerca e innovazione di Abruzzo sviluppo, società in house della Regione. Moglie e marito expottimisti a pieno titolo. Ma non è un caso isolato: Il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio pochi mesi fa ha nominato nel suo staff la moglie del vice sindaco di Avezzano (il sindaco è il fratello) Donatella Ciaccia, mentre il neo presidente della Commissione Statuto Alberto Balducci ha fatto avere alla moglie un incarico dal Comune di Pescara (gratuito, per carità, si affrettano a precisare dopo le polemiche).

D'Alfonso & D'Alessandro

D’Alfonso & D’Alessandro

E adesso la moglie del sottosegretario. È lei, tramite Abruzzo sviluppo, che ha organizzato per esempio le sfilate del Mastrogiurato e degli sbandieratori di Sulmona, e’ sempre lei che ha ideato la mostra sulle Regioni, così divisa: potenza del saper fare, potenza della bellezza, potenza del limite 1, potenza del limite 2. Potenza delle famiglie, in conclusione.

Nomine e incarichi però tutti legittimi, non si discute. Ma l’affidamento a una società in house e il ricorso ai fondi Par-Fsc per due milioni di euro, come ha fatto la Regione Abruzzo, è piuttosto insolita.

La storia comincia sei mesi fa: la smania degli expottimisti per l’Expo (si sono auto-definiti così i dalessandro boys), è tale che a ottobre 2014 la Regione approva la rimodulazione dei fondi statali destinandone due milioni all’esposizione milanese. Altri soldi in cassa non ce ne sono, ma i fondi Fsc servirebbero per la verità al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese. Insomma è un fondo per le aree sottoutilizzate, da destinare soprattutto al lavoro, vera emergenza della Regione. Non solo: essendo fondi statali dovranno essere rendicontati e se il loro utilizzo per l’Expo non dovesse essere approvato, l’Abruzzo si troverebbe con due milioni di debito in più.

Comunque, una volta trovati i soldi, ad aprile scorso la Regione affida ad Abruzzo sviluppo soprattutto, e alle Università abruzzesi, la gestione dell’Expo. L’expottimismo sale a mille: in effetti l’affidamento alla società in house comporta l’aggiramento di gare e appalti, ma proprio perchè è una società in house a gestire l’Expo, la Regione dovrebbe esercitare il controllo su tutte le sue attività.

Ed è davvero difficile, in questo caso, che il marito controlli la moglie. Dubbi e perplessità che sono emersi durante tutta la fase organizzativa del palinsesto burocratico.

In ogni caso la rassegna è partita con l’inaugurazione di CasAbruzzo in via Fiori Chiari a Milano e tra dame, sbandieratori e chiarine, la Regione fa i primi bilanci: è passato Galliani a mangiare un bocconotto, forse Belen si affaccerà col fidanzato. Fine. Persino Razzi, grazie a Crozza, per l’Abruzzo in salsa vola-vola, ha fatto di più.




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