·Toto-nomine per la Sanità, affondo a Gatti·

E mentre Luigi D’Eramo della Lega dice che sul nome di Paolo Gatti alla Corte dei Conti non ha niente da dire ma è piuttosto questione di metodo, perché Lorenzo Sospiri e Marco Marsilio non possono fare sempre di testa loro, da Teramo arriva un boomerang per l’ex assessore della giunta Chiodi: il consigliere regionale Antonio Di Gianvittorio, intervistato da Giancarlo Falconi su I Duepunti, dice chiaro e tondo che quella di Gatti “è una nomina politica”. Nomina non della Lega ma di un altro partito, sottolinea, che è Fratelli d’Italia. Ed è un apriti cielo.

Antonio Di Gianvittorio

Insomma, Di Gianvittorio dicendo che quella dell’avvocato teramano è una nomina politica, gli attacca un timbro sulla testa, un timbro che sicuramente compromette in modo pesante una nomina che dovrebbe avere come requisito la terzietà. Non solo: Fratelli d’Italia, che è il partito di Marsilio e quello in cui spera di transitare molto presto anche lo stesso Sospiri portandosi dietro un bel portafoglio di consiglieri, è lo stesso partito col quale Gatti si candidò alla Camera nel 2013 e che poi abbandonò una volta che non venne eletto. Un particolare che farebbe saltare sulla sedia Giorgia Meloni non proprio tenera con chi ha tradito. 

E così, mentre viene passato alla lente di ingrandimento il curriculum di Gatti, che secondo tanti non è perfettamente rispondente ai requisiti previsti (laurea in economia e commercio o scienze statistiche o giurisprudenza o altro titolo di studio equipollente più attività di insegnamento di ricerca a livello universitario e/o significative esperienze professionali di contenuto economico, aziendalistico, finanziario e contabile acquisite preferibilmente presso lo Stato, le Regioni, gli enti locali o le aziende pubbliche), soprattutto in considerazione del fatto che la semplice presenza come commissario del Consorzio agrario di Teramo non può considerarsi proprio “esperienza aziendalistica”, a Teramo si gioca a braccio di ferro tra favorevoli e contrari. 

Ma soprattutto è la mancanza di terzietà (Gatti è stato il regista dell’elezione di Jwan Costantini a sindaco di Giulianova), l’elemento su cui gli oppositori affondano di più. Lo stesso capogruppo di Abruzzo in Comune Sandro Mariani alla Conferenza dei capigruppo di qualche giorno fa aveva detto chiaro e tondo che quella di Gatti non sarebbe stata una scelta opportuna  perché “tuttora politicamente impegnato nel territorio e quindi non possiede i requisiti di terzietà necessari per ricoprire un ruolo del genere”.

Sandro Mariani

Un rilievo messo a verbale, anche in considerazione del fatto che una lettera inviata a Sospiri sullo stesso argomento, in cui si sottolineava la necessità di tener conto del profilo migliore, e dei necessari requisiti di terzietà e imparzialità “che un  membro giudicante deve possedere”, era caduta nel vuoto.

Marsilio e Sospiri

E questo asse Marsilio-Sospiri-Gatti non piace per niente al coordinatore della Lega Luigi D’Eramo, che mette in discussione il metodo usato nelle nomine:

“Siamo il primo partito in Abruzzo e il primo della coalizione ed è evidente che spetta a noi principalmente dettare l’agenda politica. Senza considerare il fatto che avevamo chiesto che sulle scelte importanti ci fosse condivisione totale da parte della maggioranza”.

Invece no, niente di tutto questo.

E un altro braccio di ferro si prepara per la nomina del direttore dell’Agenzia sanitaria. Sono due i nomi più quotati, anche se l’assessore Mauro Febbo ha bloccato tutto in giunta sostenendo che essendo un organismo tecnico non è soggetto a spoil system: quello del cardiochirurgo Massimiliano Foschi, candidato per un mese alla presidenza della Regione prima che venisse indicato Marsilio (e da sei mesi passato da Fratelli d’Italia alla Lega) e Pierluigi Cosenza, medico della Asl dell’Aquila e consulente di D’Eramo per la Sanità.

Massimiliano Foschi ai tempi in cui era di Fratelli d’Italia
Pierluigi Cosenza

Tra qualche giorno verrà nominato anche il nuovo direttore della Sanità, che prenderà il posto di Roberto Fagnano, scomparso qualche tempo fa: il nome più quotato è quello dell’ex manager della Asl di Pescara Claudio D’Amario, attualmente dirigente al ministero in quota Lorenzin (quando la Lorenzin era ministro di centrosinistra, e quindi ora la sua poltrona è altamente a rischio). Tra l’altro D’Amario è stato visto sabato scorso a Pescara al Tour della salute al porto turistico, al fianco dell’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, e insieme sono saliti sul palco: particolare che da tutti è stato considerato una investitura ufficiale. A dispetto delle graduatorie.

Verì e D’Amario sabato a Pescara insieme sul palco

ps: Insieme al suo, o subito dopo, si fanno i nomi di Caracciolo, Spadano e dello stesso Muraglia, ma con poche speranze.




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