·Terremoto nella Lega, dalla Regione a Pescara·

Tutti che pendono dalle labbra di Matteo Salvini. Riunione lunghissima, quella di ieri sera a Roma per decidere come risolvere la parentopoli abruzzese della Lega. Anche Giuseppe Bellachioma ha ripetuto durante il vertice di essere disposto a rinunciare al suo incarico:

“Non posso smentire, vista la confusione che c’è in questo momento, ho ribadito che ho intenzione di assumermi tutta la responsabilità di quello che è successo per il caso Fioretti (anche se non è certo mia) e anche per tutte le altre cose che non vanno nella nostra regione. E’ questo il mio costume e lo è sempre stato. Io spero che con le mie dimissioni nella Lega le cose possano andare meglio”.

Bellachioma con Salvini

Una frase sibillina, che dice molto di più di quanto Bellachioma sia stato detto in questi giorni. Sul piatto non c’è soltanto il caso della moglie dell’assessore Fioretti (ex braccio destro di Bellachioma ed ex braccio destro, in precedenza, di Gianfranco Giuliante) nominata alla Commissione delle adozioni internazionali; non c’è solo la rabbia di Salvini per gli stipendi aumentati ai manager delle Asl, o il fatto che il Carroccio conti poco e niente in Abruzzo nonostante le urla e gli strepiti e i pugni sul tavolo. C’è tutta una serie di problemi che sono arrivati alle orecchie dell’ex vice premier da parte dei detrattori di Bellachioma, Luigi D’Eramo in testa che, dai tempi delle Europee, ha sfidato apertamente il segretario generale sul terreno dei risultati (scarsi).

Luigi D’Eramo

Per questo ora Salvini avverte la necessità di sfilare la Lega a Bellachioma (tra l’altro finito nell’occhio del ciclone, e pure in tribunale, per la storia della fidanzata) per metterla in mani più sicure. Non potrà essere Luigi D’Eramo il commissario, visto che si occupa già della Puglia, ma le voci romane ieri sera davano per papabile un uomo molto vicino a lui, che così riuscirebbe a governare il partito senza metterci la faccia. Escluso, a quanto pare, un nome circolato nella giornata di ieri: quello di Fabrizio Di Stefano, ex An confluito da pochi mesi nella Lega, considerato ancora una matricola.

Certa anche la rimozione di Fioretti, che ha imposto il nome della moglie Caterina Longo a Marsilio per un incarico di prestigio: la donna, interpellata dal governatore, si è detta contrarissima a rinunciare all’incarico appena conquistato. Ma anche Marsilio per dare il via al rimpasto di giunta, aspetta il diktat da Roma. 

Caterina Longo con Salvini

Le decisioni romane, la nomina del commissario e la rimozione di Fioretti avranno ripercussioni non solo alla Regione ma anche al Comune di Pescara, visto che in giunta ci sono tutti uomini indicati da Bellachioma

ps: Insomma si prepara un terremoto niente male, nella speranza che Il Carroccio si rimetta in riga. 




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