·Strilli & liti nel Pd·

Ma quale commissariamento, nessun commissariamento. Guai a pronunciarla, questa parola, commissario, chiamiamolo Pippo e passa la paura. Contrordine ragazzi: sono lì tutti felici e contenti come una qualsiasi famiglia allargata, i vecchi coniugi (i D’Alfonso boys), i nuovi coniugi (i Zingarettiani), le zie e gli zii (Martiniani e Giachettiani), e i commissari che guai a chiamarli così: tutti sull’arca (di Noè). Mica si preoccupano che tra venti giorni si presentano le liste, che il 26 maggio si vota e che non hanno ancora un candidato sindaco, proprio no: anzi, hanno trascorso la serata di mercoledì e la mattinata di giovedì e chissà quant’altro tempo ancora si gingilleranno così, per scrivere replicare smentire. Insomma, il Pd vecchio nuovo tramontato e tramontante dice che quello che Zingaretti ha disposto mercoledì mattina a Roma non è il commissariamento della segreteria comunale e provinciale del Partito democratico, no niente affatto, è un’altra cosa. 

Renzo Di Sabatino

Anzi, mica litigano: vanno tutti d’amore e d’accordo, tanto che Zingaretti voleva mandargli un mazzo di fiori, ma poi ci ha ripensato e gli ha mandato Pippo.

Ed ecco allora i comunicati dei due segretari defenestrati (no per carità, diciamo finestrati), Moreno Di Pietrantonio ed Enisio Tocco, e poi o prima quello del segretario regionale Remo Di Sabatino, il novello commissario (Pippo) che, pat pat, precisa che guai a parlare di commissariamento:

“L’interpretazione data al comunicato stampa di ieri – dichiara Renzo Di Sabatino, Segretario regionale del Pd Abruzzo -, circa un commissariamento di fatto del Pd della Provincia e del Comune di Pescara, non corrisponde né al mio pensiero né alla mia volontà, né tanto meno a quella dei dirigenti nazionali del partito, con cui ieri a Roma questo tema non è stato emerso.

Al contrario, gli organi politici locali e provinciali, che ringrazio per il lavoro svolto fino ad oggi e per il coinvolgimento costante della mia persona, continueranno ad affiancarmi in questo percorso di ulteriore riflessione e consultazione con le forze del campo progressista, che intendo condurre in prima persona.

La necessità di precisare che l’unica posizione ufficiale circa le elezioni comunali di Pescara sarà quella espressa dalla Segreteria regionale è scaturita a seguito di settimane frenetiche, durante la quale più volte le riflessioni dei singoli, seppur legittime, sono apparse sui social e sugli organi di stampa come il  pensiero univoco del Partito Democratico”. 

Insomma, non ci si capisce niente e Di Sabatino, che pure è uno che parla correttamente l’italiano, si lascia sfuggire un “non è stato emerso”, e si vede che ha dovuto rabbonire Enisio & Moreno e chissà quanti altri, anche perché commissariamento o non commisasriamento, era stato proprio lui dopo il vertice romano a scrivere che da quel momento in poi avrebbe parlato solo lui, e tanto è vero che usa la prima persona, e i due moschettieri manco li nomina. 

Da venerdì come concordato con la segreteria nazionale – scriveva il segretario –  riavvierò le consultazioni con gli altri partiti e movimenti politici e civici che si riconoscono in una coalizione di centrosinistra, mentre per lunedì convocherò una riunione con i massimi livelli politici e istituzionali del Pd Abruzzo, alla quale parteciperanno anche i responsabili del Pd nazionale per le elezioni amministrative. Allo stato, l’unica posizione ufficiale sarà quella espressa dalla segreteria regionale del partito”.

Di Pietrantonio con D’Alfonso

Quindi, solo lui ha voce in capitolo per parlare, così scriveva mercoledì. Poi l’apriti cielo, le proteste, le scenate, le crisi isteriche. E la giornata di ieri l’hanno trascorsa a mettere le pezze. Come se la dignità politica si difendesse a colpi di comunicati, o cambiasse a seconda dei termini del vocabolario, e non fosse invece saldamente ancorata agli esempi, pessimi, che tutti hanno dato negli ultimi mesi. Senza possibilità di appello, più chiaro di così.

Di Pietrantonio scrive anche lui che non c’è stato commissariamento,

“da parte di nessuno, al contrario di alcune  fantasiose e strumentali interpretazioni, le decisioni che riguardano la città di Pescara verranno prese negli organismi locali preposti con la massima partecipazione e condivisione. Il PD di Pescara con il Provinciale e il Regionale continua il lavoro che stà (con l’accento) portando avanti da mesi con  l’unico obiettivo di indicare un candidato, o candidata Sindaco  che abbia caratteristiche irrinunciabili, come capacità di fare unità tra tutte le liste  ampliando la coalizione e capacità di aggiungere valore oltre le liste per poter vincere le elezioni  a Pescara contro una destra a forte trazione Leghista che Pescara non merita”. 

Lo stesso fa Enisio Tocco, che ringrazia Di Sabatino di aver precisato che lui resta lì e che non è commissariato,

“Ringrazio il Segretario regionale per questa precisazione rispetto ad un’interpretazione mediatica che non corrisponde affatto al percorso di lavoro finora condiviso insieme, compreso anche il suo ultimo comunicato.

Ho sempre cercato, sin dal mio insediamento, di interpretare lo spirito inclusivo del mio partito, attraverso un atteggiamento aperto e accogliente nei confronti di tutti coloro che hanno voluto dare un contributo alla discussione, coinvolgendo anche i nuovi rappresentanti locali delle diverse mozioni nazionali che animano il Partito Democratico.

Sono fermamente convinto che solo attraverso uno spirito unitario ma plurale il nostro partito possa esprimere al meglio tutte le energie di cui è capace.

Ciononostante condivido la necessità, specie in questo delicato momento, di contenere le seppure legittime esternazioni mediatiche individuali che non giovano ad impostare una sintesi univoca e condivisa delle singole posizioni. Una sintesi che possa costituire indirizzo per le forze di coalizione, per impiantare anche per le amministrative un progetto di campo largo e aperto, come quello presentato alle regionali con Giovanni Legnini”.

Enisio Tocco

E dopo tutto questo fiume di inchiostro, cosa rimane di questa vicenda? Rimane il fatto che adesso per il Pd di Pescara che deve scegliere il candidato sindaco, i giochi li reggerà Di Sabatino, che parlerà solo lui, che lunedì ci sarà una riunione alla quale parteciperanno i vertici romani. E rimane anche il fatto che invece di pensare alle cose serie, alle elezioni e a cercare un candidato sindaco, vanno avanti a litigare e a scrivere comunicati.

ps: credevo fosse un commissario, invece era un calesse.




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