·Strappo con Forza Italia, Antonelli verso la Lega·

Ma quale sondaggio. Non ci sta Marcello Antonelli, e lo dice con una letteraccia ai coordinatori di Forza Italia, e per far vedere che non scherza allega le sue dimissioni da capogruppo al Comune di Pescara. Uno strappo pericolosissimo per Forza Italia che si verifica a poche ore dalla convocazione della riunione indetta da Nazario Pagano per la scelta del candidato sindaco di centrodestra che secondo lui dovrebbe avvenire attraverso un “sondaggio telefonico”, una specie di piattaforma Rousseau in salsa casareccia.

Marcello Atonelli

Sì, uno strappo pericolosissimo: la lettera di Antonelli e l’annuncio delle dimissioni potrebbero preludere a una marcia di avvicinamento del capogruppo azzurro alla Lega, che dal primo momento ha rivendicato la scelta del candidato sindaco a Pescara senza avere però un nome di peso. Che a questo punto potrebbe essere proprio lui. Un’operazione benedetta probabilmente dal commissario della Lega Gianfranco Giuliante, legato ad Antonelli da quando anche lui militava in Forza Italia.

E Pagano, al quale sia Antonelli che Sospiri l’avevano giurata già dai tempi della composizione delle liste regionali, ha messo un piede in fallo. L’idea del sondaggio ha tutto il sapore di un escamotage per favorire un solo nome, quello del suo protetto: Carlo Masci, che ambisce alla carica di primo cittadino  da quando nel 2003 perse contro Luciano D’Alfonso. Un’idea accolta con molta ironia anche da altri esponenti azzurri: “Ma come mai Pagano non utilizzò questo metodo quando si trattò di scegliere il candidato al Senato?”, scrive per esempio sui social Sabrina Di Stefano, molto vicina a Berlusconi, alludendo al fatto che il candidato in quel caso era proprio Pagano. Una presa per i fondelli bella e buona.

Per questo Antonelli, che non è fesso, salta sulla sedia e dice no. Il capogruppo parla di un

“percorso già tracciato, il ricorso a un generico sondaggio telefonico, con interviste non meglio precisate, finalizzato a individuare le proposte di Forza Italia”.

Un’iniziativa sbagliata quindi,

“in perfetta coerenza con una linea politica inesistente o, comunque, improduttiva”

Carlo Masci

“Insomma – scrive il consigliere azzurro –  è a dir poco risibile e assurdo che a poco poco più di due mesi dal voto, all’improvviso qualcuno si sia destato e si sia accorto che il 26 maggio si torna alle urne, a Pescara, per rieleggere il Sindaco e il Consiglio comunale, senza essersi  preoccupato di aprire un dibattito programmatico sulle iniziative da assumere per restituire vitalità alla città di Pescara, come se questo fosse un fatto secondario, se non un inutile dettaglio. Mi pare francamente inaccettabile ridurre la scelta dei candidati a uno sterile sondaggio telefonico, utile più a vendere pentole che a scegliere la personalità cui affidare la guida della città per i prossimi cinque anni e più, personalità da individuare, invece, sulla base di ben altre valutazioni, ad iniziare dai contenuti”. 

No, Antonelli non va alla riunione e confessa un “profondo disagio” che ormai dura da lungo tempo. E presenta le dimissioni. E ieri sera all’incontro promosso da Forza Italia, tutto secondo copione: la proposta del sondaggio Pagano la fa presentare da Luigi Albore Mascia, e lui si limita ad accogliere. Lorenzo Sospiri chiede però tempo per tentare di ricucire lo strappo con Antonelli, così dice. E la riunione viene aggiornata alla prossima settimana.

D’altronde, il sondaggio sembra proprio una beffa. Antonelli, l’unico ad avere fatto opposizione al Comune di Pescara, rivendica da tempo la candidatura a sindaco, in contrapposizione agli altri che si sono fatti avanti negli ultimi tempi, dall’ex sindaco Luigi Albore Mascia a Carlo Masci, Fabrizio Rapposelli o Eugenio Seccia. 

Insomma adesso che si vince facile, è venuta voglia a tutti di candidarsi a sindaco.

Nazario Pagano

Ma tutti, alla fine, fanno i conti senza l’oste: cioè la Lega, che ha detto a chiare lettere che il candidato sindaco del centrodestra a Pescara tocca a Salvini. E non è disposta a trattare. 

E Pagano, con la stramba idea del sondaggio telefonico, potrebbe aver regalato alla Lega il candidato che non aveva.

ps: capita, quando un partito è ridotto così.





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