·State a casa, per favore·

Ho letto che stanno sbarcando gli americani, addirittura i carri armati, e altro che Coronavirus questa è occupazione, è dittatura.

Ho letto che i tamponi sono falsi positivi, e che è tutto un Komblotto.

Ho letto che tanto muoiono solo i vecchi.

Ho letto che poi l’economia va a scatafascio e lo spread alle stelle e alle partite Iva non ci pensate?

Ho letto comunisti di m@@da.

Ho letto Conte incapace, vai a casa.

Ho letto io esco e mi vado a fare uno spritz e chissenefrega.

Ho letto ma che esagerazione questa qui tutti chiusi in casa.

Ho letto dovete riaprire tutto, pub discoteche fabbriche ristoranti e due giorni dopo dovete chiudere tutto pub discoteche fabbriche ristoranti.

Ho letto che Zingaretti dio vede e provvede, uno di meno; e di Fontana Marsilio e Porro brutti raccomandati, per loro il tampone anche senza sintomi e noi qua a morire.

Ho letto che siamo tutte pecorelle.

Ho letto che si muore molto di più per inquinamento da traffico o per incidenti stradali e chissene del Coronavirus, qui siamo agli arresti domiciliari e non ci ribelliamo.

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E ho visto

Gruppi di dodicenni accalcati e abbracciati come se niente fosse

Ho visto un nonno con un bimbo di tre anni in bici

Ho visto un ristorante in pieno centro di Pescara all’ora di pranzo pieno zeppo di gente che brindava e dietro il banco neppure una mascherina.

Ho visto mamme e bambini nel parco giocare tutti insieme.

Ho visto davanti a una nota hamburgeria tantissimi ragazzi in fila per entrare.

Ho visto una famigliola milanese, moglie marito e due figliolette tranquillamente in bici per Pescara: trasferiti qui, da qualche giorno, a casa di parenti.

Ho visto gruppi spensierati di ragazzi passeggiare per la riviera, tutti insieme, tutti vicini.

Ho visto 12 persone in un night di Silvi con le ballerine, e tanti altri a scommettere sulle ultime partite di calcio che si disputano in due sale giochi.

Ho visto la Guardia di Finanza e il Nas in una parafarmacia che vendeva le mascherine a prezzi di borsa nera.

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E allora ve lo dico io come stanno le cose, e sceglierò quelle che secondo me dovrebbero sturarvi bene le orecchie:

No, non è vero che muoiono solo i vecchi: a Pescara, solo per parlare di Pescara, ci sono 6 giovani intubati e 2 in terapia intensiva tra i 38 e i 50 anni (e il paziente uno ve lo ricordate, lui ci ha impiegato 17 giorni per uscire dalla terapia intensiva e per poco non ci lasciava le penne pure lui). E i vecchi, per molti di noi, sono i genitori, le mamme i papà le zie i nonni. 

A voi che sapete guardare solo il vostro orticello no, non è vero che a voi non toccherà mai, e ve lo spiego: in Abruzzo i contagi da Coronavirus sono in aumento, e mentre l’Unità di crisi dirama l’ultimo bollettino ci sono altri 30 casi come minimo che si verificano nella notte e l’ospedale di Pescara è già al collasso. Ci sono uffici pubblici, tribunale, negozi, l’ospedale di Penne dove sono passate persone risultate positive al Coronavirus. Una miccia per tutti.

Se la Lombardia, la Lombardia eh, con quella sanità di eccellenza dove ci andiamo a curare i tumori e non solo i tumori, non ce la fa più, se i posti di terapia intensiva stanno per esaurirsi e forse sì, dovranno iniziare a scegliere chi salvare, privilegiando chi ha maggiori aspettative di vita, figuriamoci in Abruzzo. Se e quando vi sentirete male, dopo l’aperitivo e il brindisi con gli amici, forse per voi il tempo per il tampone non ci sarà, e neppure un posto per aiutarvi a respirare.

Lo ha detto il primario di Infettivi, lo dicono tutti: bisogna stare a casa, non muoversi se non per esigenze di prima necessità. Se non riuscite a farlo per gli altri, perché non ve ne frega, perché nessuno vi ha educati a farlo, perché la scuola ha fallito, perché prima di tutto voi stessi, ecco pensate a voi stessi: nessuno è immune, neppure i più giovani. Neppure voi. 

Una foto emblematica: un’infermiera crolla dopo un turno di 13 ore

Siamo, siete, la generazione che ha avuto tutto, che non ha dovuto affrontare la guerra, che è bravissima a condannare la strage in Siria e la morte in mare dei profughi restando al caldo dietro una tastiera. Che non ha mai preso uno zaino neppure, forse, per andare a protestare. Semplici spettatori delle peggiori tragedie del mondo con in mano il vostro drink. 

Penso a mia madre che andava in bici, sulla sua Bianchi nera, da Penne dove era sfollata con la sua famiglia, fino a Pescara per gli approvvigionamenti, ogni giorno. Con un fratello al fronte, e il nodo in gola. E il cuore a mille, per la paura. Però andava.

Penso che invece noi siamo la generazione fortunata, che al massimo le tragedie le ha lette sui giornali, su qualche libro, così scriveva ieri Antonio Scurati in un bellissimo articolo: una generazione immatura e superficiale, capace solo di panico come le fughe sui treni notturni per sfuggire alla zona rossa (salvo poi ritrovarsela a casa propria) e di irresponsabilità (come le code agli impianti di sci). Tanto non succede a noi, e se succede agli altri chi se ne importa.

Una infermiera con i segni della mascherina dopo un turno estenuante di lavoro

No, penso che continuando così succederà anche a noi: questo virus sta esplodendo, e ieri l’Oms ha dichiarato che il Coronavirus è una pandemia: vuol  dire che nei prossimi giorni saranno adottate misure ancora più severe e restrittive. Bisogna restare a casa e non perché si può morire di Coronavirus (anche se il tasso di mortalità è pericolosamente salito, dal 3 al 6 per cento e non solo riferito agli anziani), ma perché i posti di Terapia intensiva scarseggiano, scarseggiano le macchine, il personale e i dispositivi medici. E se ora in Rianimazione ci finiscono gli anziani, domani non ci sarà posto per i giovani. Pensiamo che oltre il nostro orto, dentro gli ospedali c’è gente che combatte contro una malattia insidiosa per la quale non c’è ancora una cura o un vaccino, pensiamo che ci sono medici e infermieri che hanno rinunciato alla propria vita, alle famiglie ai figli agli amici e agli aperitivi per salvare migliaia di persone, per aiutarle a respirare. Mettendo a rischio la propria. C’è un’umanità lì dentro che deve essere di esempio per tutti (guardate questa foto qui sotto, se non ci credete, dalla bacheca di Patrizia Angelozzi).

Ho letto tutto questo con le lacrime agli occhi.

State a casa, per favore.




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