·Stasera a casa di Federica·

Benvenuta estate, benvenuta mezzestate. E cosa c’è di meglio di una cena per festeggiarla, magari a casa, magari con ospiti illustri, magari una domenica sera (perché si sa, il sabato è più pregiato e gli ospiti illustri non sempre sono disponibili). Niente di meglio, soprattutto se le elezioni regionali sono alle porte e non ci si capisce ancora nulla però le ambizioni, i progetti, le alleanze e le candidature covano sotto la cenere. Così domenica scorsa si sono incontrati a cena a casa dell’ex sottosegretaria Federica Chiavaroli, alla quale il ruolo di ex comincia a stare molto stretto, una cinquantina di persone.

Federica Chiavaroli

Tra le quali spiccava il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, che si è presentato senza Annarita, la moglie. Aperitivo in piedi, perché così le relazioni si coltivano meglio e non si è vincolati al vicino di tavolo, officiata dal bravissimo Luca Mastromattei, figlio del mitico Eriberto. Un aperitivo rinforzato, insomma, una quasi-cena a base di finger e culminato con un piatto di paccheri con cozze, menta e pecorino. Pasta Verrigni, opportunamente esposta in un angolo del soggiorno, come una specie di sponsor ufficiale della serata.

Lo chef Luca Mastromattei

Anche Legnini ha un suo perché. Dopo il naufragio dell’alleanza con Luciano D’Alfonso, assente alla cena perché deliberatamente non invitato (o c’è Legnini o c’è lui), l’indomabile Federica ha voglia e necessità di riposizionarsi: in vista delle elezioni regionali pensa a una lista civica fatta dai sindaci (ma Fabio Adezio primo cittadino di Miglianico a parte, da lei sponsorizzato all’Arit, presente anche lui alla cena, non ne controlla molti altri),  e spera ardentemente che si candidi Legnini a presidente di Regione in quota Pd. Con cui vanta un’amicizia che si è consolidata quando, lui al Csm, è diventata sottosegretaria alla Giustizia, e probabilmente spera che con un candidato così autorevole il centrosinistra possa tornare a vincere e per lei si possa ritagliare un incarico da assessore o da sottosegretario (che non è lo stesso ruolo occupato fino alla scorsa legislatura, ma almeno nel titolo ci sarebbe continuità). Certo, ipotesi e soltanto ipotesi, anche perché non si sa ancora se Legnini si candiderà e soprattutto, a stare agli ultimi sondaggi, il centrosinistra sembra destinato a un’altra sonora sconfitta. 

Giovanni Legnini

Di questo e di molto altro si è chiacchierato domenica a casa della Chiavaroli, che nel frattempo, nonostante sia ufficialmente disoccupata dalla politica, continua ad esercitare il suo potere: a lei si deve la nomina di assessore alla Regione di Giorgio D’Ignazio, quella di Adezio all’Arit, di Luca Toro all’Aca, il carrierone ministeriale di Claudio D’Amario e persino la nomina dell’amica Annalisa Fumo assessore a Montesilvano. 

Claudio D’Amario

Tra gli ospiti, a parte un gruppo di amici storici come l’oculista Edoardo Zuppardi, l’imprenditore agricolo Peppino Berghella, il notaio Gianluca Fusco, Ilaria e Bianca Saquella, anche Peppe Ranalli, presidente della Tecnomatic di Corropoli, il neo rettore della Luiss Andrea Prencipe, la moglie di Manuel Estiarte Silvia Marinelli (il papà Vincenzo, imprenditore della sanità privata invece sabato scorso era alla convention di Forza Italia), l’ex manager della Asl di Pescara Claudio D’Amario ora direttore generale del Settore prevenzione del Ministero che ha bloccato Legnini in un angolo per una buona mezz’ora, la direttrice amministrativa della Asl di Chieti Tiziana Petrella, il dirigente regionale Ebron D’Aristotile.

Peppe Ranalli

Andrea Prencipe

Fabio Adezio

Assenti, sia pure giustificati, Gianni Vetrini, amministratore delegato della Barberini che da poco è entrata a far parte del gruppo Luxottica, e il rettore dell’Università D’Annunzio proprio ieri ribattezzata “dell’Adriatico”, Sergio Caputi.

Gianni Vetrini

Se son fiori fioriranno. Intanto, tra un finger e l’altro, magari Legnini un pensierino ce lo fa. 

ps: E Federica, con lo sfoggio di cotanti amici, può accreditare l’idea che il suo 0,4 per cento alle politiche del 4 marzo scorso scorso, sia soltanto frutto di una botta di sfortuna. 





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