·Spartizioni e prebende alla Regione·

“Obiettivi spartitori e di potere di qualche alto burocrate”: un’accusa gravissima quella che lancia la Direr, il sindacato dei dirigenti alla Regione Abruzzo targata Marco Marsilio. Non solo: è in atto un “processo di assoggettamento degli uffici regionali”. Insomma, silenzi, appoggi politici o ritiro di ricorsi in cambio di prebende, per sé o per i propri dipendenti in modo da ottenere uffici che si innalzano al grado (quasi) di direzione. Nel mirino la delibera, approvata nel maggio 2018 e quindi in piena era D’Alfonso, con cui la Regione stabiliva i “criteri per il conferimento, la revoca e le graduazioni delle PO”: ora Marsilio ha deciso che è il momento di dare seguito a quella decisione, attribuendo un “peso economico” selettivo alle incombenze dei funzionari. Scatenando l’ira dei dirigenti.

Marco Marsilio

Il fatto è che la Regione è praticamente paralizzata e a parte questi provvedimenti che hanno fatto saltare sulla sedia il sindacato, è tutto a folle. A fare scoppiare la miccia è stata la nomina di Emanuela Grimaldi al Dipartimento alla presidenza e ai rapporti con l’Europa: la ex dirigente della Asl di Teramo, arrivata in Regione con la mobilità, non vorrebbe avere la delega all’autorità di gestione che potrebbe essere affidata a Elena Sico. Ma è proprio per scoraggiare eventuali ricorsi contro la nomina della Grimaldi (un altro che ha partecipato a quel bando è stato Carlo Massacesi), che sarebbero stati distribuiti premi per i funzionari. Nel frattempo a quanto pare Vincenzo Rivera sarebbe stato destinato all’Ufficio ricostruzione con un contratto di 5 anni: la delibera è stata però bloccata dalla Lega. 

E’ ancora vacante, tra l’altro, il posto da direttore generale, che potrebbe essere affidato a un esterno, a meno che non ce la faccia Fabrizio Bernardini, che da tempo lavora al raggiungimento di questo obiettivo: lui però non ha l’appoggio di tutta la maggioranza e sconta l’ostilità della Lega (con l’eccezione di Giuliante) e di un assessore molto influente di Forza Italia. 

L’errore, secondo la Direr è che “non si comincia dai piedi, ma dalla testa, come sarebbe necessario se si volesse seguire un percorso logico e virtuoso”. Invece no, in Regione manca ancora la riorganizzazione delle posizioni dirigenziali, “dalle quali si si sarebbe dovuto partire, per seguire, poi a cascata, con quelle dei  funzionari”, scrive Silvana De Paolis.

Ma ancor più grave, secondo il sindacato dei dirigenti, “è che la graduazione è stata fatta male, in tempi troppo ristretti, e non soppesa l’effettivo lavoro svolto ed il cursus honorum dei dipendenti e sconta immotivate disparità di trattamento che non premiano le professionalità, le competenze e le funzioni, secondo criteri di bravura e competenza”. Insomma, provvedimenti a casaccio che “alimentano i conflitti e demotivano il personale, facendo carta straccia delle capacità e del merito”.

La Direr chiede quindi a Marsilio di rivedere tutta la procedura programmando anche l’assunzione di nuovo personale, in vista dei pensionamenti per quota 100.

ps: da Dalfy a Marsilio il passo è breve e le accuse le stesse.




Articoli correlati

  • Zappagate tra il Direr e il fare10 Febbraio 2016 Zappagate tra il Direr e il fare Nel congelatore. E intanto si vede l'effetto che fa. Il caso Zappacosta però non finisce nel dimenticatoio, niente affatto. Ieri la Direr, il sindacato dei dirigenti, ha scritto alla […]
  • I computer, vattelappesca11 Luglio 2018 I computer, vattelappesca Ci sono soldi per progetti immaginifici, masterplan, project financing, ospedaloni e fondovalli, e ci sono anche per le ciclopiche segreterie politiche. Ma non per i computer della Regione […]
  • Gerardis, gli amici se ne vanno22 Maggio 2017 Gerardis, gli amici se ne vanno Guido Dezio, il primo della lista. Oppure Vincenzo Rivera, da poco diventato direttore della Presidenza e dei Rapporti con l’Europa. Oppure Fabrizio Bernardini. O ancora Paola Di […]
  • Ma quanti direttori Regionedorè30 Dicembre 2017 Ma quanti direttori Regionedorè Quelli in carica sono scaduti, e allora si fa un concorso per assumere i nuovi, ma siccome i nuovi non si possono assumere perché le assunzioni sono bloccate, si nominano quelli […]