·Si Saga chi può·

Un gioco di prestigio. Personaggi e interpreti in ordine di sparizione. In principio erano cinque, i componenti del cda della Saga, poi con la scusa di una modifica dello Statuto, a settembre scorso diventano tre: c’e’ la necessità di togliere di mezzo alcuni membri scomodi, uno soprattutto, e così vengono imposte le dimissioni di massa. E oggi, con il tocco della bacchetta della Regione Abruzzo, magica ma non troppo, oplà, tornano ad essere cinque.

Il nuovo cda della Saga

Il nuovo cda della Saga

La Saga non ha bisogno di un cda né di tanti membri, visto che non vive di vita propria ma grazie alle iniezioni quasi quotidiane di immensi fondi pubblici. Ma ha bisogno di membri graditi e oggi anche di imprenditori che alla fine ci mettano un po’ di soldi sopra. E’ questa la spiegazione che forniscono gli addetti ai lavori rispetto all’allargamento del cda da tre a cinque membri e all’ingresso di Emilio Schirato, amministratore delegato del gruppo Schirato hotel, e Stefano Menozzi, amministratore dell’azienda Nuova Menozzi De Rosa 1836 srl, in pratica quello della liquirizia. Riconfermati naturalmente il presidente Nicola Mattoscio, Antonello Ricci e Antonella Allegrino. Dimissionati a settembre scorso invece Barbara Becchi e Emidio Isidoro, quello che ha denunciato le irregolarità dei contratti con Ryanair.

Ma la speranza di D’Alfonso è che i due imprenditori (Schirato tra l’altro era in ballo per un posto nel cda Saga da quando era stata nominata la Allegrino) prendano parte all’operazione di soccorso messa in campo dalla Regione per l’aeroporto. E cioè sovvenzionino con i propri soldi il famoso fondo privato, con propria regolamentazione e con partecipazione alle dmc (destination management company, le strutture deputate alla promozione e alla vendita del prodotto turistico) per tenere in vita baracca e burattini.

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Siccome per la ricapitalizzazione della Società aeroportuale il sostegno pubblico massimo finanziabile è di 2,5 milioni di euro, il fondo privato dovrebbe concorrere al costo globale delle spese per i voli low cost quantificato da Ryanair in 5 milioni di euro. Quindi occorre una colletta. E si comincia da qui: liquirizia e alberghi fanno al caso (loro).





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