·Sfida per il simbolo, vince Gero·

Hanno bussato alla porta del presidente del Consiglio regionale abruzzese Giuseppe Di Pangrazio, per togliere ad Abruzzo civico l’uso del nome e del simbolo. Una diffida bella e buona, quella firmata da Giulio Sottanelli e dall’avvocato Gianluca Pomante. Ma conflitti di competenza a parte (presidente del Consiglio o Ufficio di presidenza), il quesito, inviato al collegio regionale per le garanzie statutarie (composto dal costituzionalista Giampiero Di Plinio, presidente, Romano Orrù, Giuseppe Colavitti e Pasquale Minunni, che ricevono per la loro attività un gettone di 250 euro a seduta più vitto e alloggio) ha trovato una risposta secca: non esiste alcun obbligo del Consiglio regionale di cancellare il gruppo Abruzzo civico o di togliere ad Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri l’uso del simbolo. Torna così al mittente la diffida di Sottanelli.

Sottanelli, in piedi

La lite tra Scelta civica di Sottanelli e Abruzzo civico, il gruppo regionale composto da Gerosolimo e Olivieri era iniziata già da parecchio tempo. Il parlamentare aveva già diffidato Gero intimandogli di scegliersi un altro nome e minacciando di ricorrere alla carta bollata e ritirandogli l’utilizzo del brand, inutilmente. E adesso, alla vigilia di nuove elezioni politiche e regionali, la materia è diventata bollente.

Scrive però Di Plinio nel suo parere che il partito non ha alcun potere sul gruppo e

“se pure nel momento della presentazione delle candidature un partito ha implicitamente legittimato i futuri eletti a costituirsi in Gruppo, utilizzandone nome e contrassegno, nessun segno esiste in diritto positivo di un potere del partito di porre successivamente nel nulla tale legittimazione”.

Gerosolimo e Olivieri

Quindi, se si verifica un conflitto tra partito e Gruppo, vi potranno eventualmente essere conseguenze sul piano politico, o sul piano dei rapporti di diritto privato tra le persone dei consiglieri e l’associazione partito, ma nessuna di esse può avere rilievo in Consiglio regionale, “perché l’elezione sottrae al partito non solo la disponibilità degli indirizzi politici del Gruppo e dei suoi appartenenti, ma anche quella dei simboli identificativi del Gruppo stesso”.
ps: Gerosolimo vince pure questa battaglia. Anche se Sottanelli ha già annunciato che si candiderà e schiererà il movimento civico a sostegno di quei candidati che recepiranno le sue proposte. La guerra continua.




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