·Senza Grilli per la testa·

Inciampato su una “e”. Che doveva essere una “o” ma poi è rimasta “e”, e ha finito per provocare un vero e proprio terremoto politico con minacce di risvolti giudiziari.

Ieri Andrea Grilli, direttore dell’Arit, l’Agenzia regionale per l’Informatica, si è dimesso. Era stato nominato dalla giunta di Luciano D’Alfonso dopo ben quattro bandi, cancellati e corretti, corretti e cancellati fino ad arrivare a quello finale del 17 ottobre 2014. Una procedura sulla quale i cinquestelle hanno acceso i riflettori in uno degli ultimi Consigli regionali, facendo venire alla luce un errore che rischiava di mandare tutto all’aria e soprattutto in procura, almeno a sentire Domenico Pettinari.

Grilli con D'Alfonso al momento dell'insediamento

Grilli con D’Alfonso al momento dell’insediamento

E forse, proprio sull’onda di questa polemica e delle gravissime irregolarità emerse in consiglio regionale, il direttore dell’Arit si è dimesso. Al suo posto, in un battibaleno, la Regione, ansiosa di archiviare il capitolo Grilli e i quattro bandi, ha nominato Sandro Di Minco, avvocato, consulente in diritto delle tecnologie dell’informazione che è stato scelto, si legge in un comunicato, <per il suo curriculum e per il progetto presentato, convincente, che vuole fare dell’Arit lo strumento rinnovato per realizzare un’Agenda digitale abruzzese>.

Tre bandi: uno del 23 settembre, un altro del 30, poi il 7 ottobre e l’ultimo il 17 ottobre 2014. Per il direttore dell’Arit la Regione prima prescrive la laurea in “discipline scientifiche”, e poi, nell’ultimo bando, aggiunge le discipline giuridiche. E lo fa aggiungendo, appunto: e usa la “e” congiunzione copulativa: “laurea in discipline scientifiche e giuridiche”.

Pettinari (a sinistra)

Pettinari (a sinistra)

In effetti, Andrea Grilli ha una laurea in giurisprudenza ma non ha una laurea in discipline scientifiche, ha fatto rilevare Pettinari in Consiglio regionale. Ma solo un master in managment e tecnologia dell’informazione. Insomma, non ha i requisiti per fare quel lavoro. C’è un violento scontro tra lui e D’Alfonso, volano parole grosse e insulti: studi di più, approfondisca, lei non capisce, lei non legge e via di questo passo. E persino la dirigente del servizio Personale Eliana Marcantonio risponde al consigliere pentastellato che il problema è superato, perchè Grilli è in possesso della laurea giuridica che è stata inserita nell’ultimo bando.

Ma non è così: la laurea giuridica va bene, ma il bando prevedeva che il nuovo direttore Arit avesse anche la laurea in discipline scientifiche. Su quella “e” casca la Regione come la signora Longari al Rischiatutto:  probabilmente voleva scrivere “o”, laurea scientifica o giuridica, ma si è sbagliata. E su quello sbaglio adesso rischiava di finire tutto sul tavolo di una procura. E se c’è Pettinari di mezzo, c’è da giurarci.

Luciano D'Alfonso

Luciano D’Alfonso

E allora dimissioni. Pure di frettissima. Meglio così. Anche se alla fine Grilli, con la sua laurea giuridica, è rimasto in sella quasi un anno e mezzo. E se non se ne accorgevano, anche di più.

Ps: Di Minco era uno degli undici che aveva partecipato al bando.





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