·Seicento sindaci per la Segre, tranne Masci·

Seicento sindaci tranne uno: quello di Pescara, Carlo Masci, che ha  disertato la manifestazione di Milano in difesa di Liliana Segre. Non bastava la gaffe sulla cittadinanza onoraria rifiutata, la marcia indietro peggiore della gaffe, le parole balbettate, lette dal telefonino, impapocchiate: ieri la giunta di Pescara ha bellamente ignorato la marcia di Milano dove i sindaci di seicento Comuni, compresi tantissimi di centrodestra come Paolo Truzzu di Cagliari, Claudio Scajola di Imperia, o come Mario Conte leghista di Treviso, hanno sfilato con la fascia tricolore per esprimere sostegno e vicinanza alla senatrice a vita. Ma forse senza capire a fondo  il significato della manifestazione, Masci ha preferito far finta di niente e restare a casa.

A Milano in migliaia sotto la pioggia per Liliana Segre

Eppure quella di ieri è stata una bellissima manifestazione, contro l’odio e la violenza: la Segre ha parlato dal palco di piazza della Scala tra gli applausi, e alla fine tutto si è fermato per un minuto di silenzio prima che la sopravvissuta di Auschwitz ricevesse la fascia tricolore. Subito dopo i partecipanti hanno intonato l’Inno di Mameli. Tutti con la fascia tricolore i sindaci che hanno partecipato alla manifestazione di Milano ma senza simboli di partito. L’evento è stato organizzato dal Comune di Milano,assieme all’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), Autonomie Locali Italiane (ALI) e Unione Province Italiane (UPI), per testimoniare la vicinanza di piccoli, medi e grandi comuni alla senatrice a vita, sopravvissuta al campo di sterminio nazista di Auschwitz, oggi sotto scorta a causa di ripetute minacce antisemite.

Carlo Masci (al centro)

I sindaci hanno simbolicamente messo in atto una specie di scorta civica per Liliana Segre che è stata l’unica a parlare dal palco.

ps: no, il sindaco di Pescara non ha partecipato: troppo impegnato a montare Titanic, elefantini e delfini in piazza Salotto per la gioia dei pochissimi commercianti rimasti.




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