·Segre, il sindaco fa dietrofront·

Dietrofront. Il sindaco di Pescara Carlo Masci ci ripensa e dopo la figuraccia planetaria e le bastonate della Meloni (persino lei), l’opop di Salvini e persino il sorpasso a sinistra di Comuni di destra che loro sì, la cittadinanza a Liliana Segre l’hanno offerta senza battere ciglio, ecco che presenta con la maggioranza di centrodestra un ordine del giorno per conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice sopravvissuta all’Olocausto. L’annuncio arriva in una conferenza stampa dove l’imbarazzo si tocca con mano, col sindaco che scandisce nervosamente le parole battendo il pugno sul tavolo, e di nuovo costretto a ripetere una lezioncina neppure imparata a memoria ma letta dal comunicato stampa scritto per lui (anche in una intervista al Tg3, quella volta per dire no alla Segre, lesse dal telefonino), per dire che loro non accettano lezioni da nessuno.

Non solo: dice che quello era un progetto già avviato da tempo e che ci eravamo sbagliati tutti, che le sue parole sono state equivocate, che insomma lui la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita l’avrebbe voluta dare sin dal primo momento. Insomma, è indignato.

“Un caso montato ad arte, polemiche strumentali”,

dice riferendosi a Marinella Sclocco che la cittadinanza onoraria l’aveva proposta alcuni giorni fa. Si becca la replica di Marinella,

“Ma tu chi sei nei confronti di una tragedia così enorme da poter pensare che io ho attaccato te pensando alla Segre? Non siamo nessuno rispetto a una storia spaventosa che ha ferito tutto il Novecento”.

In effetti ha ragione: per attaccarlo basta meno, molto meno.

Retromarcia colorata e bislacca, infarcita di rancori e di infantili rivendicazioni, ma comunque una retromarcia, evviva evviva. Tenta di negare, Masci, di aver rifiutato la cittadinanza alla Segre, e persino ciò che è stato battuto dalle agenzie di stampa e dichiarato alle televisioni.

“Manca il legame con la città di Pescara e dovremmo mettere in fila tante persone che hanno subito le stesse vicende”, e aveva aggiunto che non poteva “non rilevare che tale concessione deve consolidare un legame preesistente e non può calare dalla rutilante iniziativa estemporanea di una consigliera comunale”. 

Più no di così. E comunque oggi il Consiglio comunale approverà all’unanimità l’ordine del giorno del centrodestra in cui, per non dare ragione al centrosinistra, sono state inserite piccole variazioni: intanto la cittadinanza mica sarà data solo alla Segre, e ci mancherebbe, ma “a tutti i sopravvissuti ai campi di concentramento, a monito degli orrori del passato e ai rigurgiti dell’odio e dell’intolleranza del presente, e per testimoniare i valori universali dell’umanità”, e poi questo è il finale di un percorso già avviato da tempo, altro che storie. L’evento si terrà in coincidenza della Giornata della memoria il prossimo 27 gennaio. Ma soprattutto, ci tiene a precisare la maggioranza, questa decisione arriva al termine di “un percorso di recupero e valorizzazione della memoria storica, culturale e civile con la comunità ebraica italiana”.

ps: Insomma, una piroetta per tentare di riparare a una goffissima uscita del primo cittadino. Col centrodestra che ieri ha tentato di metterci una pezza. Ma le pezze, si sa, a volte sono peggiori del buco.




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