·Se ti chiami Marsilio·

Ci sono lussi che ti puoi permettere se sei un capo partito davanti al tuo popolo imbandierato. Ci sono eccessi verbali che la dialettica politica riesce a tollerare, nell’enfasi oratoria dei comizi. E ci sono cose che non puoi dire se ti chiami Marco Marsilio ed eserciti una funzione importante come quella di governatore di Regione. Non bastano le bandiere, la piazza piena, il ponentino de Roma (che sul proconsole spedito in provincia fa sempre uno strano effetto), la voglia di strafare al cospetto della tua capa a giustificare l’affermazione del presidente abruzzese sul palco di piazza San Giovanni:

“Se avesse votato il popolo italiano non avremmo avuto Mattarella alla presidenza della Repubblica”.

Se ti chiami Marsilio e fai il governatore hai un dovere di fedeltà alla Costituzione su cui hai giurato, che prevede forme e modi di elezione del capo dello Stato, perfettamente rispettati nell’elezione di Mattarella così come di tutti i suoi predecessori. Hai obblighi di lealtà che ti impongono di non delegittimare, con affermazioni di potenza eversiva, le altre figure istituzionali, a partire dal garante della corretta applicazione della carta costituzionale. Hai persino responsabilità pedagogiche nei confronti della popolazione che rappresenti. Non puoi dimenticare, e devi renderne quotidiana testimonianza, il dettato costituzionale, a cominciare dall’articolo uno che modella il concreto esercizio della sovranità popolare (“nelle forme e nei limiti della Costituzione”). Da lì discende la legittimazione dell’attuale inquilino del Quirinale, e di tutti i suoi predecessori.

Se ti chiami Marsilio e rappresenti una regione che ha dato tanto alla costruzione repubblicana che va così stretta a te e alla tua capa non puoi riavvolgere la bandiera, toglierti dalle spalle il maglioncino comiziale, rinfilarti il completo blu e tornartene da Roma come se niente fosse. Se ti chiami Marsilio e, subito prima della raffica dei lanci sullo sbraco verbale di ieri, al tuo nome associato a quello di Mattarella Google indicizza un’Ansa del 6 luglio “Battaglia di Tagliacozzo: Marsilio ringrazia Mattarella“, almeno un po’ di vergogna devi provarla.




Articoli correlati

  • I bus restano a Tiburtina29 Ottobre 2019 I bus restano a Tiburtina I bus dell’Abruzzo continueranno a fare scalo a Tiburtina: sventato quindi il pericolo Anagnina e ieri il governatore della Regione Abruzzo Marco Marsilio si è appuntato una medaglia […]
  • L’Aquila, l’allarme inascoltato25 Novembre 2020 L’Aquila, l’allarme inascoltato Eppure era tutto scritto, nero su bianco: le necessità, i bisogni, i progetti, i costi, tutto ciò che occorreva per far fronte alla seconda ondata della pandemia.   Ed […]
  • Marsilio congeda Fioretti, ecco le new entry27 Ottobre 2020 Marsilio congeda Fioretti, ecco le new entry E alla fine è andata come chiedeva il coordinatore di Forza Italia Nazario Pagano: in giunta al posto di Mauro Febbo entra Daniele D’Amario, un esterno. Per non modificare lo Statuto […]
  • Sanità, i privati la nota dolente4 Agosto 2020 Sanità, i privati la nota dolente Anche il Tavolo di monitoraggio sulla sanità chiede conto alla Regione Abruzzo della legge del 6 aprile 2020, le famose “Misure straordinarie e urgenti per l’economia e l’occupazione […]