·Sgarro D’Amario·

Il governatore scrive, il manager se ne infischia. E la sanità commissariata rischia di ritrovarsi l’ennesimo doppione. Succede a Pescara, e succede di nuovo. Perchè non è la prima volta che il presidente della Regione cerca di stoppare una operazione e invece il manager della Asl di Pescara Claudio D’Amario va avanti lo stesso: è successo per i contratti dei precari, poi per l’acquisto del capannone per i nuovi uffici Asl, e succede in pieno agosto per un concorso.

Claudio D'Amario

Claudio D’Amario

E’ del giorno 11 la lettera con cui D’Alfonso chiede a D’Amario di sospendere il concorso per il posto da dirigente medico della disciplina di Chirurgia maxillo facciale bandito il 4 agosto scorso.

E glielo chiede perchè è in corso il “procedimento di riorganizzazione della disciplina specialistica di chirurgia maxillo-facciale nel distretto dell’area metropolitana Chieti-Pescara e delle possibili conseguenze che la conclusione di tale procedimento concorsuale potrebbe avere sullo stesso”. E conclude: “Resto in attesa di ricevere favorevole riscontro al presente invito”.

Lui è ancora in attesa: dall’11 agosto non è ancora arrivata una risposta, e il bando è sempre sulla home page della Asl.  Alla faccia dei tagli, delle riorganizzazioni, e tutto a spese nostre.

La home page della Asl

La home page della Asl

Forse il manager è in vacanza, visto che non c’è mezzo ospedale, ma non si può verificare perchè al telefono nogn risponde nessuno. E non risponde nessuno manco all’Urp: l’ufficio relazioni per il pubblico, ingresso ospedale, è chiuso dal primo luglio e riaprirà il 1 settembre, totale due mesi di vacanza (aperto solo quello all’ingresso della direzione aziendale, con orario ridotto, ma i pazienti li’ non passano). E l’ufficio stranieri, che non è solo quello che fornisce informazioni sui servizi ospedalieri agli extracomunitari ma è anche l’ufficio che assiste gli italiani nella mobilità all’estero, resterà chiuso fino al 3 settembre prossimo. Una organizzazione così e’ da encomiare: infatti D’Amario, il più ortodosso tra i manager di centrodestra, resta saldamente in sella. Più encomio di così.




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