·Scherzo da prete a Torre·

E’ dai tempi di don Camillo che non se ne trovava uno così. E adesso eccolo qui, il sacerdote che si butta in campagna elettorale,  addirittura con un post su Facebook. Accade a Torre, dove a don Mauro Pallini devono essere girate proprio forte durante questo ultimo periodo in cui gli stessi sindaci vanno vengono e tornano.   

 “Come ogni buon cittadino domenica andrò a votare, l’ho sempre fatto. Prima che io nascessi c’è stata gente che ha combattuto per la democrazia e la libertà di parola, non voglio vanificare questi grandi doni che ho ricevuto. Nel paese dove sono residente si è formata solo una lista per le comunali, io voterò alle europee ma non ritirerò la scheda elettorale per le comunali. Lo dico così evito a tanti di starsi ancora a preoccupare di fare o chiedere altro. In questo periodo ho ricevuto richieste di amicizie da alcuni candidati al consiglio comunale, ho sentito parlare di turismo religioso citando anche il Santuario di san Nunzio Sulprizio in Pescosansonesco (i santi andrebbero più imitati per la testimonianza di vita più che per altri fini), ho sentito dire che la banda a via Roma, in occasione delle feste religiose, non sia passata negli ultimi tempi (dal dicembre 2012 sono presidente del comitato parrocchiale che organizza le feste in onore di Sant’Antonino, Santa Croce e Santa Lucia e la banda è sempre transitata per quella zona. Mi permetto solo di ricordare come ci fu dissenso un po’ di anni fa quando fu inaugurata la variante non da via Roma ma da via Madonna dell’Arco) e potrei dire altro inerente al servizio che svolgo in questo paese. Io mi auguro che si possa seminare sempre il seme della verità, della sincerità, della schiettezza, dell’onestà, del lavoro per il vero bene comune che è bene di tutti e non bene di pochi. Spero inoltre che i simboli religiosi siano rispettati come tali, non strumentalizzati, non usati per fini personali, non sbandierati su palchi o congressi senza spiritualità. In ogni occasione a me concessa (incontro genitori, ragazzi in parrocchia, omiletica e catechesi) e in luoghi dove ho potuto (parrocchia e scuola) ho cercato di aiutare gli ascoltatori a comprendere la bellezza e il dono della nostra vita, a non sporcarla con droga, alcol, gioco, ecc. Vorrei tanto che ci guardassimo intorno, credo che riusciremmo a vedere come tanti nostri giovani sono oggi attanagliati da cose che non portano alla realizzazione della vita ma all’autolesionismo subdolo e logorante. Non salviamo i posti, le cariche o il nome del paese, ma guardiamo ai volti delle persone che fanno il nostro paese”.

don Mauro Pallini

E bravo don Pallini, certo se ne attirerà di critiche. Ma se parla lui, vuol dire che la misura è davvero colma. Poi accusarlo di non aver fatto suonare la banda. Lui non voterà, dice, e non è cosa da poco: visto che a Torre c’è una sola lista e il candidato sindaco è Antonello Linari, un ras a Torre, con alle spalle già due mandati, se non verrà raggiunto il quorum sarà tutto da rifare.

ps: un vero scherzo da prete.




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