·Scaduti gli staffisti·

Scaduti. Ma come gli yogurt per gli anziani accorti e risparmiosi, Luciano D’Alfonso li tiene ancora con sè. Possono ancora servire, anche in veste di volontari, magari in vista delle nuove mirabolanti prospettive parlamentari: tra dicembre 2017 e i primi di gennaio sono arrivati a scadenza i contratti di molti fedelissimi dello staff dalfonsiano, tra i quali quello del cerimoniere Marzio Maria Cimini (classificato però come assistente amministrativo) e del consigliere politico, così come amava definirsi, Andrea Catena.
In scadenza, proprio oggi, anche il contratto di Rocco D’Alfonso, ex sindaco di Penne coinvolto nell’inchiesta sugli appalti della Regione (in particolare su un immobile messo in vendita nel 2015 a Penne) e poi in un’altra inchiesta della pm Picardi sulla sua nomina all’interno dello staff: a lui il contratto è stato già rinnovato lo scorso anno e ora resta al palo.

Marzio Cimini

Catena con D’Alfonso

Rocco D’Alfonso

E così molti altri. Impossibile riassumerli, a causa della mancata approvazione dei consuntivi: c’è il divieto categorico della Corte dei Conti.
In questi giorni quindi il nutrito staff presidenziale (che viene chiamato ufficio di diretta collaborazione del presidente), 55 membri, ha subito una pesante sfoltita, ma a quanto pare i suoi più fedeli collaboratori continuano a prestare la loro opera volontariamente. Tanto, prima o poi un modo per ricompensarli si troverà.
Costano un botto: per il personale con rapporto di lavoro a tempo determinato in servizio presso gli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico, la Regione ha speso solo nei primi tre trimestri del 2017 la bellezza di 454.048,19 euro. Così divisi: 386.414,16 per il personale di categoria, e altri 67.634,03 per le posizioni apicali. In aggiunta ha speso, per il personale con rapporto di lavoro a tempo determinato in servizio presso le strutture della giunta regionale, sempre nei primi tre trimestri del 2017, 1.161.979,89 per il personale di categoria, 876.955,42 per le posizioni dirigenziali, per un totale di 2.038.935,31. Due milioni e rotti, e manca ancora il quarto trimestre 2017.

Però dei 55 membri dello staff, che manco il presidente della repubblica, adesso ne rimangono un po’ meno: a parte Cimini, D’Alfonso e Catena scaduti tra dicembre e gennaio,  molti altri si sono persi strada facendo: qualcuno è andato via spontaneamente, qualcun altro sbattendo la porta, altri sono stati promossi a più alti incarichi (magari in enti o partecipate dell Regione o altrove), e altri ancora restano appiccicati al presidente.
Se n’è andato in pensione Claudio Ruffini, appena è scoppiata l’inchiesta sugli appalti della Regione, e Sabrina Saccomandi, diventata dirigente scolastica, Erica Bassano, Barbara Becchi sbattendo la porta, Federica Caldoso, scaduta il 4 dicembre scorso anche Cristiana Canosa (fedelissima di Camillo D’Alessandro e del sindaco di Francavilla Antonio Luciani ed ex fedelissima dell’ex presidente della Provincia di Chieti Tommaso Coletti),  Alexandra Coppola molto tempo fa, che ha assunto un incarico alle Poste, Evelina D’Avolio nel frattempo trasferita ai Trasporti, la stessa Marianna Di Stefano, storica segretaria di Dalfy dai tempi in cui era sindaco di Pescara ma ricollocata grazie a un super contratto da dirigente, Carla Mannetti ormai da tempo e anche lei rimasta mesi e mesi a lavorare come volontaria e poi fuggita, Fabrizio Paolini nel frattempo diventato dirigente al Comune di Pescara, Teresa Poli, Carmen Ranalli scaduta a fine aprile scorso e promossa in un ente regionale e poi assunta grazie a un bando, scaduto lo stesso Vincenzo Rivera a febbraio 2017 ma poi promosso direttore generale facente funzioni al posto di Cristina Gerardis, addio anche da parte di Palmina Romano trasferitasi in Emilia Romagna, scaduta Manuela Rosati a fine dicembre, Fabio Travaglini, fuggita da due anni Carla Lomarco e qualche altro.
Uno staff che conta 7 dipendenti in comando, due in distacco, 25 con contratti a tempo determinato, 21 con contratti a tempo indeterminato.
In particolare, i dirigenti come Vincenzo Rivera oppure come Marianna Di Stefano (la segretaria che organizza l’agenda del presidente e prende gli appuntamenti) percepiscono una retribuzione base di 84.887,79 euro a cui va aggiunto l’emolumento annuo e altre integrazioni. Canosa e Catena, qualifica collaboratori, categoria B1, percepivano quasi ventimila euro di stipendio base, mentre Cimini e Andrea Marconi (assistenti amministrativi, categoria C) 21.783,01 euro. Un po’ di più, fino a 24 mila euro o 27 mila e rotti i dipendenti con categoria D1 o D3 come Fabio Ferrante.

ps: “Restate qui con me”, pare abbia detto il previdentissimo ai suoi staffisti scaduti, “perché a marzo, o approvo i consuntivi o divento senatore”. E loro restano.





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