·Sanità, sui privati altolà della Corte dei Conti·

C’è un altro buco nero nella sanità e riguarda i contratti con le cliniche private, che non sono stati ancora firmati. Un ritardo determinato da un violentissimo braccio di ferro all’interno della maggioranza, anzi più esattamente all’interno della Lega, tra l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì e il Carroccio abruzzese. Il cuore della lite sono sempre i famosi regali alla sanità privata, che sono ricomparsi sotto mentite spoglie poche settimane fa nei testi dei contratti, nonostante le censure del Tavolo di monitoraggio che aveva intimato alla Regione di cancellarli. Regali contro i quali hanno fatto muro proprio i due manager dell’Aquila e di Chieti che evidentemente, nonostante siano stati nominati dal centrodestra, non intendono rimetterci la faccia (perché si sa, i governi passano ma i manager restano).

Il manager di Chieti Thomas Schael
Il manager dell’Aquila Roberto Testa

Un braccio di ferro che non trova ancora una soluzione definitiva. E nel frattempo ci mette lo zampino anche la Corte dei Conti che nella delibera di controllo del bilancio di esercizio 2017 della Asl di Lanciano, Vasto, Chieti (riferito quindi alla precedente gestione, prima dell’arrivo di Thomas Schael), ha fatto le pulci all’azienda intimandole di correggere proprio gli aspetti che riguardano i rapporti con la sanità privata. 

Nel 2017 gli operatori privati accreditati nel territorio di Chieti non hanno rispettato i tetti programmati, dice la Corte dei Conti nella delibera numero 143 “e la Asl stessa non ha rispettato i tetti programmati in diversi casi in cui la Regione ha autorizzato la remunerazione extrabudget”. Non solo. La Asl di Chieti ha fatto di più, e ha acquistato prestazioni dal privato “non rientranti nei contratti negoziali”.

La Corte ha chiesto info aggiornate e a poco sono servite le giustificazioni dell’ex direttore generale che l’estate scorsa ha spiegato che nonostante i privati abbiano spesso sforato i budget, la Asl ha pagato solo “le prestazioni entro budget e contestualmente si è proceduto a richiedere note di credito per gli importi extra budget”. 

Insomma, i privati nonostante leggi e paletti, alla fine fanno di testa propria, e spesso sfiorano i budget. Con le Asl che chiudono un occhio, anzi due. 

E in questo caso la Regione ha autorizzato l’extra budget, ha ricordato la Asl ai magistrati contabili, nei casi di pazienti socialmente pericolosi. Di fronte a questa giustificazione la Corte dei Conti ha detto ok, ma ha altresì ricordato che tutto va sostenuto con richieste di note di credito con a corredo “puntuali e ferme contestazioni, debitamente motivate”.

Tutto ciò accade perchè la Regione dovrebbe programmare i fabbisogni assistenziali della popolazione e definire i budget relativi nei contratti, per ogni operatore privato accreditato, oltre che “i controlli sull’appropriatezza delle prestazioni rese”. Tutti aspetti che nei contratti sono stati alleggeriti o addirittura cancellati.

Così, nei nuovi schemi di contratto Marsilio & Verì hanno saltato a piè pari le censure del ministero e a parte un generico richiamo nella premessa delle censure del Tavolo di monitoraggio (recepite nella delibera 602), il resto è rimasto come prima.

Due Asl però hanno detto fermi tutti, così non va. Riunioni burrascose, liti, scambi di mail e alla fine, la Direzione Salute ha scritto una lettera di accompagnamento ai contratti in cui si chiedeva ai privati di sottoscrivere le indicazioni del Tavolo di monitoraggio, che suonava più o meno così: “Si richiama l’attenzione sulla presa d’atto introdotta negli accordi negoziali della delibera 602 volta a precisare i contenuti dell’accordo. Si ritiene quindi necessario che le Asl acquisiscano la preventiva sottoscrizione per accettazione della presente da parte degli erogatori privati interessati”. Lettera che i privati si sono rifiutati di firmare. Un apriti cielo. 

A questo punto la Verì, con coltello puntato alla gola dal Carroccio, che teme l’impatto mediatico di una notizia del genere, sta mettendo a punto un’ulteriore correzione, che renda digeribile ai privati il nuovo schema di contratto (che loro vorrebbero con i vecchi regali) e induca i due manager che fanno resistenza a firmare.

ps: Ma chissà come andrà a finire.




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