·Sanità, cancellati i super ospedali·

Sceglie di non scegliere. Non decide, sorvola su un aspetto essenziale della rete ospedaliera, bypassando un passaggio fondamentale del decreto Lorenzin: la Regione Abruzzo non avrà i Dea di secondo livello. E’ quanto emerge, con chiarezza, dal piano 2019-2021 inviato a Roma il 30 ottobre scorso. “In attesa di una riorganizzazione della rete ospedaliera legata ad una riqualificazione edilizia e tecnologica delle strutture ospedaliere, identifica in via transitoria e comunque per il prossimo triennio i presidi ospedalieri di L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo come presidi ospedalieri con funzioni di secondo livello”: così dice il piano a pagina 46. Tutti gli ospedali a pari merito, quindi. 

L’assessore Verì con Thomas Schael

Ma è un artificio politico, tutto politico, per evitare proteste, polemiche, e tenere a bada i campanili. E risolvere, una volta per tutte, la rivalità che si era determinata anche all’interno delle forze di maggioranza tra Chieti (Mauro Febbo) e Pescara (Lorenzo Sospiri e Carlo Masci). Insomma, la salute dei cittadini, la programmazione sanitaria e il salto di qualità che la Regione Abruzzo aspetta da anni di poter fare, restano al palo. Alla faccia dei buoni propositi. 

Non ci sono molte novità, nel piano sulla rete ospedaliera presentata dal centrodestra. Mancano alcuni tasselli fondamentali, necessari per passare l’esame del Tavolo di monitoraggio, ed è davvero strano come la maggioranza dimostri di non esserne consapevole: mancano infatti le tabelle con la ripartizione delle Unità operative complesse, e anche qui non si può fare a meno di sottolineare che l’unico intento può essere quello di evitare conflitti all’interno degli ospedali, evitare proteste e malumori all’interno dei presidi e tra i medici. Ma è chiaro che un piano così è incompleto. 

Anche rispetto al rapporto con i privati è stato fatto un copia-incolla del piano della precedente amministrazione. 

E nel capitolo rete cardiologica, nonostante gli impegni, i comunicati, le dichiarazioni altisonanti fatte in tante conferenze stampa, scompare l’Emodinamica a Vasto, per la quale si era scomodata l’assessore Verì: no, a Vasto non ci sarà l’Emodinamica. Nell’ospedale, si legge nel piano, “è attualmente attivo un servizio di Emodinamica con funzioni diagnostiche reso operativo dalla dislocazione, al bisogno, di una equipe proveniente da Chieti”. Come se un malato cardiologico potesse aspettare pure il tempo che un medico impiega per arrivare da Chieti a Vasto. 

Poi, Sulmona, che nel piano viene allineato alle funzioni di Spoke per Dea di primo livello, “in regione della reiterata richiesta di deroga alla programmata chiusura del relativo punto nascita. La nuova istanza è motivata oltre che dalla specifica collocazione geografica del Presidio, anche dalla pianificazione di un potenziamento organizzativo della dotazione organica con l’adeguamento agli standard di sicurezza previsti dalle norme vigenti, laddove i requisiti strutturali e tecnologici risultano già rispondenti alla normativa nazionale”.

Penne, Popoli e Atessa restano invece conformi alle funzioni assegnate ai presidi ospedalieri sede di pronto soccorso e ai presidi di zona disagiata. Mentre nella tabella della rete di emergenza-urgenza, gli ospedali di Ortona e Guardiagrele vengono definiti “stabilimenti”.

“Nello specifico, il P.O. di Popoli, e il P.O. di Penne in assenza delle discipline di Cardiologia e Neurologia, confermano la non inclusione nell’articolazione della rete per le emergenze cardiologiche e della rete ictus in coerenza con le linee guida organizzative e le raccomandazioni contenute negli appositi Accordi sanciti in sede di Conferenza Stato-Regioni”.

ps: Insomma, molti buchi, qualche bugia, e una rete che è destinata a non superare l’esame del Ministero. Solo per raccattare qualche voto in più.




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