·Se mi coccoli non vale·

E’ un buco nero, una doppia sottolineatura, un mistero, un ostacolo che potrebbe mandare a monte l’uscita dal commissariamento o comunque la complica parecchio: il regalo alle cliniche private approvato a giugno scorso dal commissario alla Sanità della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, a distanza di quasi un anno, è finito nel verbale dell’ultimo Tavolo di monitoraggio romano. Quella coccola non si spiega, dice il ministro, e ora rischia di mandare a carte quarantotto il futuro della sanità abruzzese.

Luciano D'Alfonso e Silvio Paolucci

Luciano D’Alfonso e Silvio Paolucci

Otto milioni di euro in un anno, sedici in due anni.

“Non sono chiare le motivazioni che hanno indotto la struttura commissariale a rideterminare nel 2015 per il 2014, ad esercizio concluso – scrivono i tecnici del ministero della Salute a pagina 58 – i budget assegnati alle strutture private per il 2014”.

Non sono chiare e mancano i presupposti, aggiunge il Tavolo:

“Non si fa riferimento ad una preventiva istruttoria condotta analizzando l’effettiva produzione extra budget 2014, dopo i dovuti controlli amministrativi-contabili, con riferimento ai fabbisogni predeterminati in sede di programmazione”.

Spatocco e Pierangeli

Spatocco e Pierangeli

Nessuna giustificazione: in effetti la coccola arriva a sorpresa, dopo che i conti sono già belli che chiusi: è il 26 giugno scorso quando D’Alfonso con una mossa che spiazza tutti aumenta i tetti di spesa ai privati sottraendo risorse a un bilancio regionale già quasi totalmente dissanguato. E li aumenta a partire dal 2014, in pratica retrodatandoli. Sette milioni 827 mila 255 euro in più. Non accadeva dal 2005. Il budget passa così dai 123 milioni e rotti (123.963.659) fissato al 30 ottobre del 2014, ai quasi 132 milioni di oggi (131.790.914).

ospedale
Oggi il ministero torna a chiedere perché. E lo fa alla luce del fatto che le risposte fornite dalla Regione non sono state per niente soddisfacenti. Per esempio i ricorsi al Tar delle cliniche. Ma il ministero non si fa prendere per il naso:

“La mera impugnazione, da parte di alcune strutture private accreditate, contro i provvedimenti commissariali, non pare costituire da sola una argomentazione sufficiente a fondamento della “sanatoria” concessa sulla produzione extra budget effettuata da alcune strutture nel 2014”.

Insomma: non è una giustificazione per quella che il ministero chiama “sanatoria” della Regione. E non solo: quei ricorsi alla fine si sono conclusi a favore dell’ente, quindi perché mai prenderli come giustificazione? Un boomerang, una bugia di quelle grossolane. E questo non sfugge ai tecnici del ministro dell’Economia:

“Seppur con riferimento all’area della riabilitazione, si fa presente che il Tar Abruzzo, fra l’altro, ha respinto i ricorso proposti da strutture private contro le linee negoziali fissate per gli anni 2013-2014.”

Luigi Pierangeli

Luigi Pierangeli

Una critica durissima alla linea adottata dalla Regione, riassunta in tre righe secche:

“In controtendenza rispetto a quanto previsto nel decreto 70, vengono assegnate risorse ulteriori (rispetto a quelle preventivamente programmate) all’assistenza ospedaliera, a discapito del potenziamento dell’assistenza territoriale”.
La Regione Abruzzo non la passerà liscia, il Tavolo invita D’Alfonso “a fornire chiarimenti in merito a quanto segnalato”.

E non è un buon segnale, proprio per niente. Tra l’altro, prima di quella famosa coccola da 16 milioni di euro, l’8 aprile del 2015 il tavolo di monitoraggio della sanità aveva sottolineato che gli operatori privati avevano superato il budget per circa il 105 per cento (Pierangeli e Spatocco 110%, Villa Serena 113%, Di Lorenzo 104% e San Francesco 102%). E la Regione invece di riportarli nei ranghi, due mesi dopo decide di restituirgli quei soldi e pure con gli interessi.
Non è l’unico rilievo, ma è uno dei più significativi. L’uscita dal commissariamento adesso rischia di allungarsi di nuovo, a dispetto delle rassicurazioni di Matteo Renzi. E il Tavolo lo dice a pagina 92, nelle ultimissime righe:

“In odine alla richiesta della Regione, il Tavolo  resta in attesa della documentazione integrativa con particolare riferimento al piano di riqualificazione del servizio sanitario 2016-2018, all’esame dello stato patrimoniale 2015 e al conferimento della liquidità del servizio sanitario regionale, riservandosi la relativa valutazione, mediante la convocazione di una specifica riunione”.

ps: restano in attesa: la Regione deve ancora produrre, aggiustare e poi consegnare il piano sulla rete ospedaliera definitivo. E soprattutto fornire una spiegazione decente sulla maxi coccola alle cliniche private.




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