·Rivera forever, ma l’anticorruzione è vacante·

L”autorità anti-corruzione della Regione Abruzzo non c’è. Anzi, non c’è più da quando si è dimessa la direttrice generale Cristina Gerardis. Non c’è perchè Vincenzo Rivera, che è dg temporaneo, è incompatibile. Secondo la legge l’incarico di autorità anti-corruzione deve coincidere col ruolo di direttore generale che però al momento è anche autorità di gestione. Ma non solo: la Regione Abruzzo non potrà mettere a concorso il ruolo di direttore generale finché non avrà approvato i rendiconti. Lo vieta una legge, la 113 del 2016, che stabilisce all’articolo 9 che

“in caso di mancato rispetto dei termini previsti per l’approvazione dei bilanci di previsione, dei rendiconti e del bilancio consolidato, non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale” (l’articolo di Maperò con la decisione della Corte dei Conti sul punto lo trovate cliccando qui).

Vincenzo Rivera

E la Regione Abruzzo non ha approvato i rendiconti, e dovrà mettersi in regola pure in fretta, entro la fine di giugno: la Corte costituzionale ha bocciato la finanziaria 2013, illegittima perchè “gravemente lesiva del principio dell’equilibrio di bilancio”. Quindi per ora  resterà in sella come direttore generale “temporaneo” Vincenzo Rivera: il suo contratto durerà sei mesi, secondo la Regione Abruzzo, o fino a che non verrà bandito il nuovo concorso. Ma le nuove assunzioni sono interdette, lo ha stabilito la Corte dei Conti. E non sarà sufficiente l’approvazione dei rendiconti, sarà necessario che si compia tutto il ciclo della verifica da parte della magistratura contabile: quindi, ammesso che la Regione riesca a completare la messa a punto dei documenti finanziari entro la fine dell’estate, per la parifica dei 4 rendiconti in sospeso da parte della Corte dei Conti occorrerà almeno un altro anno. E questo vuol dire niente bando, o per lo meno niente nuove assunzioni.
Ma la nomina di Rivera a direttore temporaneo e non vicario, così come aveva annunciato la Regione dopo le dimissioni di Cristina Gerardis, consentirà alla Regione, se vuole, anche di lasciarcelo a tempo indefinito.

Cristina Gerardis

Incompatibilità a parte, sulla testa di Rivera pende anche un’ istruttoria in corso all’Anac sulla presenza, nel dipartimento alla Presidenza e ai rapporti con l’Europa da lui diretto, della cognata. La segnalazione fu fatta, due mesi fa, proprio dalla Gerardis, che si è poi dimessa per andare a ricoprire l’incarico di Capo ufficio legislativo del ministro Maurizio Martina. A mettere rimedio forse ci penserà una modifica legislativa che dovrebbe essere approvata in questi giorni e che prevede che la carica di autorità anti-corruzione non coincida con quella del direttore generale.

ps: insomma la Regione fa, disfa, incarica, nomina, infischiandosene delle prescrizioni. E poi tanto, con una modifica, mette rimedio.




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