·Rinaldo non è in campo·

E alla fine è saltato tutto in aria. Rinaldo Tordera dovrà incrociare le dita ancora a lungo e con lui il suo sponsor ufficiale Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila. La nomina del manager della Asl del capoluogo di regione è slittata di nuovo: la giunta ha dovuto rinviare perché la cena della pacificazione non è servita a nulla. Non solo perché Cialente si è presentato a sorpresa per battere i pugni sul tavolo, o Tordera o niente, ma soprattutto perchè ha portato a galla il patto di ferro tra il presidente Luciano D’Alfonso e i Dipangrazios. Un patto che ha fatto andare su tutte le furie una buona parte dei commensali.

Rinaldo Tordera

Rinaldo Tordera

Il ticket immaginato dai presidenti di Giunta e Consiglio, Tordera manager e Umberto Occhiuzzo marsicano direttore sanitario, non viene digerito però né dal consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e ci passerebbero pure sopra, ma soprattutto dagli assessori Donato Di Matteo e Silvio Paolucci, che è per il rispetto delle regole. Tordera non è iscritto all’albo dei manager abruzzesi e come se non bastasse non è manco aquilano di nascita: eppure sta a bene sia a quelli che invocano lo straniero (come Cialente), sia a quelli che vogliono il ticket (il manager aquilano a voi, il direttore sanitario marsicano a noi). Insomma per lui è stato cucito un abito double face, e di sicuro alla fine gli risulterà troppo stretto. Perchè le forzature sono tante e il gioco è ormai scoperto.

D'Alfonso e Di Matteo

D’Alfonso e Di Matteo

E i rigoristi dalla loro hanno argomenti potentissimi: intanto che Tordera dovrebbe essere pescato dall’albo della Lombardia dove non è stato neppure ammesso alla short list e la sua nomina così si rivelerebbe a rischio illegittimità; poi scatenerebbe un mare di ricorsi; e come se non bastasse L’Aquila non può fare eccezione rispetto a Pescara dove è stato scelto un medico cittadino. Quindi alla fine la scelta di Tordera rischia di diventare il contentino per i poteri forti aquilani, senza nessuna utilità per la città e per la stessa Asl. Di Matteo e Paolucci fanno muro, e per ora l’unica soluzione per il duo D’Alfonso & Di Pangrazio può essere il rinvio.

D'Alfonso e Di Pangrazio

D’Alfonso e Di Pangrazio

Ma non solo Tordera. E’ stato rinviato tutto il resto: le tre delibere più calde della giunta regionale abruzzese verranno esaminate, se tutto va bene, venerdì prossimo. Non passa il progetto Maltauro e cioè il mega ospedale di Chieti-Pescara, o almeno non ancora: non è il momento giusto. Non passa la delibera sullo Zappagate, cioè il direttore della Cultura e del Turismo defenestrato senza troppi complimenti dalla giunta D’Alfonso. Che potrebbe essere ripescato oppure definitivamente affossato: ma gli avvocati di Giancarlo Zappacosta stanno preparando un ricorso grosso come una casa che rischia di travolgere la disinvolta politica del personale adottata dalla giunta regionale, ma soprattutto di ritorcersi contro i dirigenti che hanno firmato la delibera di sfratto, cioè Ebron D’Aristotile ed Eliana Marcantonio.

Gli effetti si vedranno nei prossimi giorni, quando si conoscerà la portata della richiesta di risarcimento che pioverà sulla testa della Regione. Ma intanto gli staff crescono. Sua Peppanza e Dalfy procedono di pari passo. Luciano D’Alfonso, in barba ai ricorsi della Direr, dopo Rosaria Ciancaione ha assunto un altro dirigente per l’ufficio urbanistica: è Bruno Celupica, fedelissimo di Donato Di Matteo, ex Idv, architetto in arrivo dal Comune di Montesilvano. In molti da mesi scommettevano sul suo approdo in Regione: e il suo nome col curriculum allegato era stato inviato a tutte le redazioni dei giornali già a luglio scorso. Con la Ciancaione è il secondo dirigente che viene preso dall’esterno. Due figure dalle spiccate professionalità ma entrambe di marca squisitamente politica.

Giancarlo Zappacosta

Giancarlo Zappacosta

Naturalmente l’allontanamento di Pierluigi Caputi dalla Regione e la sua assunzione al Comune di Pescara come direttore generale ha consentito un’operazione che altrimenti sarebbe stata difficilissima: con D’Alfonso l’ex direttore regionale non ha mai avuto buoni rapporti e recentemente la sua elezione alla segreteria della Direr non prometteva niente di buono. Ma ecco fatto. Risolto.




Articoli correlati

  • Zappagate tra il Direr e il fareFebbraio 10, 2016 Zappagate tra il Direr e il fare Nel congelatore. E intanto si vede l'effetto che fa. Il caso Zappacosta però non finisce nel dimenticatoio, niente affatto. Ieri la Direr, il sindacato dei dirigenti, ha scritto alla […]
  • Celupica, indietro tuttaFebbraio 18, 2016 Celupica, indietro tutta Strappata in tutta fretta. La delibera di assunzione di Bruno Calupica, architetto di Montesilvano ex Idv, annunciata da Maperò, è stata ritirata ieri mattina dal governatore della Regione […]
  • Il gran ballo del managerFebbraio 1, 2016 Il gran ballo del manager Alzo le mani, decidete voi: ha detto così Luciano D'Alfonso, sul nuovo manager della Asl dell'Aquila lui non ci vuole mettere bocca. Il presidente della Regione Abruzzo ufficialmente resta […]
  • Manager ma con badanteMarzo 2, 2016 Manager ma con badante E alla fine gli hanno nominato persino il tutor. La badante, l'insegnante di sostegno, fate un po' voi. Rinaldo Tordera è il nuovo manager della Asl dell'Aquila e appena nominato, è già […]