·Un tutor per Tordera·

E alla fine l’hanno nominato. Ma unico caso nella sanità abruzzese, gli hanno messo accanto un tutor: Rinaldo Tordera è il nuovo manager della Asl dell’Aquila ma avrà un consulente che lo consiglierà, e che farà da collegamento tra lui e la Giunta regionale. Una specie di controllore: Roberto Marzetti, che è stato manager all’Aquila dal 2006 al 2009. È questa la condizione posta, secondo indiscrezioni, dall’assessore alla Sanità Silvio Paolucci per approvare la delibera.
Una cosa è certa: Tordera era stato presentato come il super-manager, ma l’affiancamento di Marzetti lo ridimensiona notevolmente.

La nomina e’ stata fatta questa mattina dalla giunta regionale: assenti Lolli perchè a Roma, Marinella Sclocco e Donato Di Matteo, da un po’ di giorni assente, forse in polemica con D’Alfonso. Rinviata invece la delibera sul progetto Maltauro, si attende che la giunta sia a pieno regime per l’approvazione: ieri però ha avuto il via libera di massima.

Roberto Marzetti

Roberto Marzetti

Qui sotto il pezzo di domenica scorsa

Non ce n’è manco uno che risponda ai criteri fiduciari. Nella lista dei 127 candidati manager delle Asl, la Regione Abruzzo non ne ha trovato uno che facesse al caso suo (dopo, naturalmente, i tre direttori generali già insediati a Teramo, Chieti e Pescara). Così spiega nella nuova delibera che sarà approvata martedi’ 1 marzo,  in corner, per nominare il nuovo manager dell’Aquila. Rinaldo Tordera, of course.

Rinaldo Tordera

Rinaldo Tordera

Tordera nell’albo dei candidati abruzzesi non c’è, si è sbagliato a fare domanda e l’ha presentata per l’Agenzia sanitaria anziché per le Asl. E allora gli hanno dovuto confezionare un vestito apposta per lui: una delibera nuova di zecca infarcita di sentenze e di pareri, per sostenere che la Regione, se proprio non trova qualcuno di suo gusto nell’albo abruzzese, alla fine può pescare in altri albi. In considerazione del fatto che quella del manager è una nomina fiduciaria.

E infatti Tordera ha fatto domanda anche per la Lombardia, ma purtroppo per lui non è stato promosso nella short list dei bravissimi cento selezionata da Roberto Maroni per aspirare effettivamente a guidare le Asl lombarde. Ma Luciano D’Alfonso si accontenta: la short list non serve, serve che sia di fiducia. La tesi è che Tordera era iscritto in Lombardia da tempi non sospetti, cioè già da qualche mese e insomma non si è iscritto apposta per farsi poi ripescare dall’Abruzzo.

D'Alfonso e Paolucci

D’Alfonso e Paolucci

Una delibera cucita apposta per lui e infarcita di pareri, per tentare di rispedire al mittente i ricorsi già annunciati da parte degli esclusi. Ci sono volute quasi quattro settimane di lavoro per cancellare la vecchia e costruire la nuova cornice che dovrebbe fornire un sostegno giuridico-legale alla scelta della Regione.

Ma non è l’unico caso. Mesi di lavoro, richieste di consulenze, visite al ministero, pareri e contropareri solo per sostenere decisioni a volte acrobatiche. Qualche esempio: dopo la cacciata del direttore di Cultura e Turismo Giancarlo Zappacosta, tre dirigenti regionali sono stati spediti al ministero della Funzione pubblica per acquisire un parere. Che poi si è rivelato negativo. Non contento, D’Alfonso ha interpellato l’avvocatura regionale e poi la Corte dei Conti, alla ricerca disperata di qualcuno che gli fornisse un avallo. Stessi arzigogoli per la nomina di Mauro Mattioli all’Istituto zooprofilattico: prima chiede il parere del ministro a norma di legge, poi una volta ricevuto, lo ignora, e quindi conferma la nomina. Ci sono voluti quattro bandi diversi per nominare Andrea Grilli all’Arit, salvo poi liquidarlo perchè nel bando c’era un errore e forse le cose non andavano per il verso giusto. A tutti i costi la Regione ha voluto Valentina Maio ad Abruzzo sviluppo nonostante avesse un processo in corso, e dopo la condanna e relative dimissioni, si è dovuto correre per sostituirla. E via di questo passo, con nomine improbabili come quella di Claudio Ruffini a Sviluppo Italia. Mesi e mesi di lavoro persi così.

D'Alfonso e Mattioli

D’Alfonso e Mattioli

Ps: e comunque, martedi’ Tordera sarà nominato manager della Asl dell’Aquila. E questo dimostra che due candidati bocciati da Maroni, lui e l’ormai ex manager di Pescara Claudio D’Amario nominato subcommissario da Vincenzo De Luca, bocciati in Lombardia sono invece buoni uno per l’Abruzzo l’altro per la Campania. E poi ci chiediamo come mai uno che abbia una malattia grave vada a curarsi a Milano.





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