·Rigopiano, per ora paghiamo noi·

La perizia su Rigopiano a spese nostre. E’ il 18 maggio scorso quando la giunta regionale abruzzese affida, su proposta del presidente Luciano D’Alfonso, l’incarico di consulenza a due docenti per la valanga di Rigopiano. Non è un giorno qualsiasi, è il giorno in cui il presidente consegna alla procura una memoria con cui punta il dito contro la sua ex direttrice generale Cristina Gerardis, addossando a lei tutte le responsabilità della mancata adozione della Carta valanghe: il giorno dopo, infatti, le anticipazioni della memoria usciranno sui giornali locali.

Papà Feniello, uno dei parenti delle vittime

Quel giorno,  il presidente-senatore sa di essere indagato: l’Ansa ha battuto la notizia degli avvisi di garanzia a D’Alfonso, Del Turco e Chiodi, oltre ad assessori e dirigenti, solo due giorni prima, il 16 maggio, alle 16.27, anche se l’avviso di garanzia lo riceverà una settimana più tardi. E il 17 maggio, a tamburo battente, ha convocato una conferenza stampa.  Quindi, quando approva la delibera per affidare la consulenza, è in pieno conflitto di interessi.

D’Alfonso e Gerardis

E la affida sulla base di una richiesta stragiudiziale di risarcimento danni presentata dai parenti delle vittime della strage di Rigopiano, richiesta che si aggancia alla prima tranche dell’inchiesta, quella che vede indagati alcuni dirigenti regionali: Pierluigi Caputi, Carlo Giovani, Vittorio Di Biase, Emidio Primavera e Sabatino Belmaggio per aver omesso l’approvazione della Carta valanghe. Ma alla prima tranche nel frattempo sono stati iscritti nel registro degli indagati altri nomi eccellenti, tra i quali quello del governatore. Che, è bene ricordarlo, è il legale rappresentante della Regione: qualsiasi richiesta di risarcimento danni quindi è indirizzata a lui nella sua qualità di legale rappresentante, a prescindere da tutto il resto.

Vincenzo Rivera

Ventinove morti e nove feriti: i parenti delle vittime chiedono risarcimenti, la Regione si mette in moto. A sollecitare una consulenza è il direttore generale della Regione Vincenzo Rivera che si rivolge a Stefania Valeri dell’Avvocatura regionale, e poi la proposta di delibera, con la firma di D’Alfonso, finisce in Giunta quel famoso 18 maggio. Approvata. Solo che a distanza di più di dieci giorni non è ancora stata pubblicata sul sito della Regione e rimane indicata soltanto nella scaletta di giunta del 18 maggio scorso. Non è soltanto imbarazzo ciò che impedisce di pubblicare l’incarico a due professori, no davvero.
ps: Anche perché adesso è chiaro come il sole che la superconsulenza per la Regione la pagheremo noi, con i soldi nostri.




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