·Reti Ten-t, il bluff e le elezioni·

Abbiamo 14 mesi di tempo, scrive il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, quattordici mesi per l’allungamento delle reti Ten-t e per dare il via a un grosso macroscopico cantiere. Un bocconcino prelibato che viene messo sotto il naso dei grandi gruppi interessati al progetto, ma i 14 mesi di cui parla il governatore sono forse quelli che lo separano dalla sua nuova candidatura. Altro non c’è.

D’Alfonso con il commissario europeo per le politiche regionali Corina Cretu

E’ infestata di promesse e di roboanti annunci la bacheca Facebook di D’Alfonso, che dalla sua trasferta a Bruxelles, dove ha partecipato al Comitato europeo delle Regioni, ha riportato l’approvazione dell’emendamento di Jakovcic per l’allungamento del corridoio Adriatico-jonico. Tutti in attesa del 2018, ma questa è una chimera bella e buona.
Le reti Tent-t per chi non lo sapesse, sono le reti transeuropee per il trasporto, l’energia e le telecomunicazioni istituite a inizio anni Novanta dalla Commissione europea. L’Abruzzo non entrerà nelle reti Ten-t, almeno non prima del 2023 (secondo quanto stabilisce il regolamento del parlamento europeo, foto sotto) a dispetto di quanto sbandiera la Regione. A fine gennaio 2015 la Commissione europea ha infatti stabilito l’esclusione almeno “in questa fase” e non in modo definitivo, della linea ferroviaria che collega Ancona, Pescara, Foggia con Bari e Taranto dal corridoio di trasporto transeuropeo Scandinavia-Mediterraneo (ScanMed).

E in una riunione successiva, in cui sia il presidente della Regione Luciano D’Alfonso che il parlamentare europeo Gianni Pittella chiesero conto alla commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulc dell’esclusione dell’Abruzzo dai corridoi europei, la risposta fu:

“Prima del 2023, sì proprio il 2023, non avverrà nessuna modifica delle reti trasportistiche così come stabilito dal regolamento 1315 del 2013”.

Fino a quella data quindi l’Abruzzo le reti Ten-t se le sognerà e basta: questo significa niente quattrini per potenziare la ferrovia adriatica.

Il punto è che dopo la risposta lapidaria della Bulc, e grazie alla collaborazione con Jakovcic, la Regione ha predisposto un dossier Abruzzo intitolato “Documento di ingresso del sistema Abruzzo nella strategia macroregionale adriatica-ionica per i corridoi Ten-T” che è stato inserito con le apposite correzioni in un Draft (progetto) sottoposto al parlamento europeo, per la modifica del corridoio Baltico-Adriatico con il completamento da Ravenna ad Ancona-Pescara-Termoli-Foggia-Bari-Brindisi.
Traduzione: non vuol dire che l’Abruzzo è entrato nel sistema delle reti trasportistiche perchè ciò non potrà avvenire prima di otto anni.

E allora perchè Dalfy parla di successo, e perchè dice che entro 14 mesi ci sarà un progetto cantierabile? E perché nel suo intervento si dilunga sul ruolo ostile svolto da una funzionaria del ministero?
Si deve giustificare dei ritardi, e la data del 2018 è una data buttata lì.

ps: Una data strategica, non certo per l’Europa e le reti Ten-t. Ma solo per le elezioni. E per chi si deve candidare. Indovinate un po’.





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