·Regione, ricorsi respinti·

Tutti respinti. Il Tar ha bocciato i ricorsi presentati dalla coalizione che fa capo a Giovanni Legnini, quello di Emilio Iampieri contro Mauro Febbo per il seggio di Forza Italia a Chieti e l’ultimo contro Marianna Scoccia. La Regione quindi resta così com’è stata fotografata col voto del 10 febbraio scorso. 

Giovanni Legnini

Il ricorso degli avvocati Sergio Della Rocca, Antonio D’Aloia e Giulio Cerceo per conto di Luciano D’Amico, Pierpaolo Pietrucci, Donato Di Matteo e Franco Caramanico, consiglieri più votati nelle rispettive liste e non eletti, avevano chiesto l’annullamento del verbale dell’ufficio elettorale che aveva attribuito sette seggi al Movimento 5 stelle e 5 alle liste di Legnini, sostenendo che la ripartizione dei seggi ribaltava completamente la volontà popolare. Così non è per il Tar Abruzzo, anche se ora i legali hanno annunciato ricorso al Consiglio di Stato. 

Sara Marcozzi dei 5 stelle

I 7 seggi ai grillini rappresentavano “una evidente distorsione”, secondo i legali dei ricorrenti, del principio di rappresentatività del voto e del criterio proporzionale, poiché ad uno schieramento politico che ha riportato 1/3 di voti (70.000 voti) in meno, sono stati attribuiti 2 seggi in più, rispetto a chi ha conseguito, in concreto, una percentuale di voti validi nettamente superiore (20,20% contro il 31,28%). E’ come se il voto di un elettore del Movimento cinquestelle valesse più del doppio di un elettore dello schieramento di Legnini. “Il coefficiente di distorsione si pone così davvero oltre ogni limite di tollerabilità costituzionale”, scrivevano i legali.

Mauro Febbo

Ma ieri il Tar si è espresso anche sul ricorso presentato da Emilio Iampieri contro Mauro Febbo e su quello contro Marianna Scoccia, presentato da tre elettori marsicani che prendeva di mira il fatto che l’Udc, nelle cui liste si è presentata la sindaca di Prezza, non era presente in Regione né in Parlamento e quindi avrebbe dovuto raccogliere regolarmente le firme richieste.

Ricorsi tutti respinti.

ps: adesso la prossima partita si giocherà davanti al Consiglio di Stato, in tempi brevi.




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