·Regione, pronti gli avvisi di sfratto·

Fuori tutti. E’ lo spoil system bellezza. Tocca al centrodestra a questo punto, che ha le idee chiare in testa. Dopo l’incontro con i vertici delle partecipate in cui due dei nominati da Luciano D’Alfonso hanno nicchiato e due invece si sono detti disponibili a presentare le dimissioni, accogliendo così l’invito del neo assessore alle Attività produttive Mauro Febbo, adesso l’attenzione si sposta sulle Asl. 

L’assessore Mauro Febbo

Il piano è pronto: il centrodestra di Marco Marsilio conta di procedere al rinnovo di tre direttori generali su quattro. Ma mentre i due manager di Chieti e dell’Aquila sono già scaduti ed è in itinere il bando per i nuovi reclutamenti, bando che si concluderà entro aprile, il direttore generale di Pescara Armando Mancini andrà in scadenza tra due anni. E ancora più a lungo rimarrà il manager teramano Roberto Fagnano, che è stato rinnovato dall’ex assessore alla Sanità Silvio Paolucci da pochissimo e da pochissimo ha anche superato la valutazione dei risultati. 

Il manager di Teramo Roberto Fagnano

E allora ecco pronta la strategia: Mancini potrebbe essere impallinato con la imminente valutazione che, secondo il centrodestra, si concluderà con un voto negativo alla luce delle difficoltà di bilancio. Per lui scatterebbe così il licenziamento immediato. E’ un’arma, questa della valutazione dei risultati, che in genere la politica usa con grande discrezionalità, per questo motivo a Mancini è stata offerta una via d’uscita: se accetterà di far nominare il direttore amministrativo e il direttore sanitario ai nuovi padroni del vapore (cioè al centrodestra) allora otterrà una valutazione positiva e potrà restare in sella fino alla scadenza, altrimenti rischia di essere messo alla porta subito, al termine della valutazione dei risultati.

Il manager di Pescara Armando Mancini

Un’offerta che a quanto pare Mancini avrebbe rifiutato. E d’altronde proprio Mauro Febbo due anni fa aveva presentato un esposto alla procura e alla Corte dei Conti contro la nomina di Paolo Zappalà, che proveniva dal policlinico Gemelli, a direttore amministrativo della Asl di Pescara, sostenendo che non avesse i requisiti in quanto proveniente da un ente di diritto privato.

Per Fagnano invece l’operazione licenziamento è più difficile e probabilmente sarà l’unico che resterà in sella insieme ai nuovi manager targati Marsilio

L’operazione spoil system è quindi a metà percorso: durante l’incontro organizzato da Mauro Febbo la scorsa settimana con i presidenti delle società partecipate Giampiero Leombroni (Arap), Manuel De Monte (Abruzzo Sviluppo), Alessandro Felizzi (Fira) e Camillo D’Angelo (consorzio industriale Pescara-Chieti), solo  De Monte e Felizzi avrebbero dato la disponibilità a dimettersi senza aspettare la scure del centrodestra, mentre Lembroni e D’Angelo hanno fatto resistenza.

ps: Una resistenza che non eviterà loro l’avviso di sfratto. 




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