·Regione paralizzata per il referendum·

La Regione Abruzzo paralizzata a causa del referendum leghista e di Matteo Salvini. Una intera giunta sotto scacco e ieri sera alle undici il Consiglio regionale, ripreso per l’approvazione del quesito referendario, era costretto ad arrancare: i banchi dell’esecutivo erano ancora desolatamente vuoti. 

Bellachioma con Salvini

Nel pomeriggio si era tenuta una nuova seduta fiume della commissione Bilancio per tentare di accompagnare al traguardo il referendum elettorale voluto dall’ex ministro dell’Interno (cioè l’abolizione della quota proporzionale della legge elettorale nazionale). Ma l’Abruzzo, nonostante l’impegno della maggioranza di centrodestra (adesso anche Forza Italia, che in un primo momento si era orientata ad astenersi, ha avuto il via libera di Berlusconi per votare sì) e soprattutto della Lega, rischia di non arrivare in tempo. È stato proprio Matteo Salvini a imporre alle Regioni di centrodestra di mobilitarsi per ottenere il voto popolare sul Rosatellum, in modo da abrogarne la parte proporzionale. L’obiettivo del leader leghista è di arrivare al referendum in primavera ma soprattutto di scongiurare l’approvazione di una legge elettorale proporzionale che possa rendere più difficile una vittoria del Carroccio alle urne.

Il nodo è proprio Forza Italia. Perché Silvio Berlusconi nei giorni scorsi aveva fatto sapere che il maggioritario puro, voluto da Salvini, non lo convince. Poi il responsabile enti locali di Fi ha chiesto ai consiglieri forzisti di astenersi. Ieri invece – dopo il via libera del Veneto – il contrordine dal quartier generale azzurro: libertà di voto.

Quattro regioni (Veneto, Lombardia, Sardegna e Friuli Venezia Giulia) hanno quindi già detto sì e l’Abruzzo, grazie all’ostruzionismo dell’opposizione e al blitz di Sara Marcozzi che mercoledì pomeriggio ha rinviato la commissione al primo ottobre e quindi fuori tempo massimo, ora arriverà ultima o non arriverà per niente. Rimediando, dal punto di vista dei leghisti, una figuraccia di quelle macroscopiche. Un blitz che ha determinato un parapiglia dentro la Regione e l’intervento dei carabinieri, e poi in serata, la riapertura dei lavori.

I lavori in commissione

Ora l’opposizione annuncia il ricorso al Tar contro le decisioni che eventualmente verranno approvate dalla Commissione, commissione riaperta dopo un lungo tira e molla con la Lega e dopo l’intervento del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. Insomma, alla fine i Leghisti hanno avuto la meglio sostenendo che loro e il presidente Vincenzo D’Incecco erano nei corridoi e quindi non erano assenti (un principio che se venisse giudicato valido si porterebbe dietro un sacco di conseguenze).

Ieri, l’azzurro Daniele D’Amario ha accusato i suoi alleati e chiesto scusa agli abruzzesi: 

“Chiedo scusa agli abruzzesi. Qui ci sono problemi seri e invece si sta poco seriamente lavorando. E’ in scena un teatro per allungare i tempi per altre cose. C’è gente che parla tre volte per allungare il brodo. Stiamo dando un brutto spettacolo. Mi sento di chiedere scusa”. 

Gli emendamenti che sono approdati in Consiglio  sono oltre duemila.

“Il centrodestra non riesce a Governare la Commissione e rischia di far naufragare il referendum elettorale leghista

dicono in una nota i consiglieri del gruppo del Partito democratico in Regione Abruzzo.

Silvio Paolucci

“Una coalizione inesistente, prona ai diktat di Matteo Salvini e Giuseppe Bellachioma, che non riesce a garantire neanche il regolare svolgimento della Prima Commissione, chiamata oggi a decidere sulla proposta di referendum alla legge elettorale voluta da Salvini ed indigesta persino alle altre forze di centrodestra, vista la spaccatura.”Se dovesse passare l’intenzione di calpestare il Regolamento, ricorreremo in tutte le sedi deputate impugnando il provvedimento amministrativo di proposta del referendum sostenendo il grave vizio di legittimità da cui verrebbe travolto. Nel frattempo constatiamo che per questa destra le urgenze e le questioni dell’Abruzzo e degli abruzzesi vengono dopo, molto dopo le convenienze politiche di Salvini e Bellachioma. Una giunta lenta e assente non soltanto per l’Abruzzo, ma anche per gli interessi di partito e per Salvini

conclude il Pd. 

ps: e ieri sera alla fine sono riusciti ad approvare il referendum.




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