·Regione a secco, prende i soldi della sanità·

Di nuovo a secco. Talmente a secco che la Regione fa il gioco delle tre carte, così non sbaglia mai. Non ci sono più soldi nemmeno per saldare i conti. Il bilancio è in profondo rosso. E il Servizio di Ragioneria deve pagare al più presto 21,1 milioni di euro per mandati di pagamento già emessi, e altri mandati urgenti per 58,8 milioni di euro devono essere liquidati a brevissimo. Insomma, con gli altri pagamenti in arrivo da liquidare entro il 5 maggio, la Regione Abruzzo ha urgente bisogno di 70 milioni. Che non ha. In giacenza ci sono soltanto 17,3 milioni di euro e in arrivo non ci sono entrate significative. La denuncia è del dirigente del Servizio Bilancio della Regione Abruzzo Carmine Cipollone. Un grido di allarme al quale la giunta regionale ha risposto a modo suo. Cioè sottraendo dal bilancio della sanità i soldi che le servono.

D’Alfonso e Paolucci

Soldi che erano stati trasferiti dal bilancio ordinario a quello sanitario per aderire a una precisa prescrizione del Ministero della Salute e dell’Economia, per ottenere la faticosa uscita dal commissariamento. Una volta ottenuto il via libera da Roma, la Regione si è però ripresa quei soldi, sottraendoli nuovamente alla Sanità. Che per qualche mese ha goduto di buona salute (finanziaria), tanto che al momento (ma adesso, purtroppo, non più) il livello di giacenza della cassa è di 359,3 milioni di euro.
Le tre carte. E infatti, con la delibera numero 208 del 28 aprile scorso, la Regione Abruzzo ha autorizzato il trasferimento temporaneo di giacenze dal conto di tesoreria della sanità al conto di tesoreria ordinario per 37.430.057,00. Insomma più di 37 milioni di euro che verranno reintegrati, assicura la Regione, al massimo entro la fine dell’anno. Gira che ti rigira, alla fine i soldi sono sempre quelli. Una coperta corta che serve a coprire ora una falla ora un’altra.

La Regione ha attinto il massimo dei soldi che le era consentito prelevare. Ma la relazione del dirigente è lapidaria:

“Si rappresenta che alla data odierna il livello di disponibilità di cassa sul predetto conto non consente di poter eseguire i dispositivi di pagamento già adottati e da adottare nell’immediato futuro”.

Non c’è niente. Va oltre, Cipollone: questa situazione è stata causata anche dal trasferimento dei fondi sul bilancio della sanità (quasi 27 milioni di euro, così come prescritto dal ministro), sul quale però il dirigente non era per niente d’accordo. Anzi, aveva scritto già che questo passaggio di fondi, sia pure richiesto da Roma e necessario per ottenere l’uscita dal commissariamento, avrebbe causato “conseguenze pregiudizievoli a carico della gestione di cassa ordinaria”. Nonostante questo, assessore e direttore di dipartimento sono andati avanti per la loro strada. Con la riserva mentale, scrive Cipollone, di

“operare urgentemente e tempestivamente un successivo prelievo temporaneo dal conto di tesoreria sanità per le esigenze di cassa della Regione”.

ps: adesso c’è da chiedersi: ma se questi soldi sono stati trasferiti alla sanità solo fittiziamente, tanto che adesso vengono utilizzati per i mandati di pagamento ordinari, non era meglio restare commissariati e tanti saluti? E’ la classica coperta corta. Un bluff.




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