·Sono Razzi per tutti·

Farebbe piazza pulita, lui. Se gli facessero fare il commissario di Forza Italia in Abruzzo, naturalmente. Ma Antonio Razzi, nonostante sia pappa e ciccia con Silvio Berlusconi, non lo farà.

<Sennò li manderei a zappare, tutti quanti. A partire da Chiodi. Uno che ha fatto il presidente della Regione, investito da Berlusconi, e come lo ringrazia? Aderendo al movimento di Quagliariello>.

Antonio Razzi

Antonio Razzi

Roba da matti. Ce n’è per tutti, per Nazario Pagano, per i senatori gelosi, per quelli che lo evitano e per quelli che lo insultano. Cioè tutti o quasi tutti. <Salverei forse Carlo Masci perchè non lo conosco e non posso giudicarlo, e quella ragazza dell’Aquila, Antonella Di Nino. Il resto a zappare>.

Razzi si racconta così: <Io non sono laureato, no. Ma ho fatto l’università della vita, ho lavorato duro per 41 anni da quando avevo sedici anni, e nessuno mi ha regalato niente. Loro, quelli che mi deridono, non hanno lavorato un giorno in vita loro>. Senza contare che sono quelli che qui in Abruzzo <stanno facendo di tutto per perdere e devono ancora imparare e fare politica>, e Silvio lo sa.

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E insomma, ormai diventerà questo il claim dell’Abruzzo, insieme alle pecore e agli arrosticini, ma pure Razzi come Remo Gaspari (non è un accostamento irriverente, leggete oltre), partì dal suo paese con la valigia di cartone.

<Da Giuliano Teatino sono andato via col maglioncino e senza cappotto, non me lo potevo permettere. Una volta arrivato in Svizzera, quando l’azienda che mi assunse mi rimborsò il biglietto del viaggio, finalmente mi potei comprare qualcosa da mangiare. E andai avanti a pasta e patate per anni>.

Per questo parla fuori dai denti e se ne frega, anche delle sue incoerenze. <Tutti lo sanno che se Gianni Chiodi avesse vinto le elezioni, sarebbe passato con Ncd. E come lui, gli ex An Sospiri, Febbo e Di Stefano, se Fratelli d’Italia avesse superato il 4 per cento, avrebbero abbandonato Forza Italia>.

E guai a dirgli che anche lui ha tradito, lui non ha tradito proprio nessuno, con Di Pietro la storia era finita da un pezzo: <Io odio i nominati, mi dicono che anche io ho girato le spalle all’Idv, ma io fui eletto con le preferenze, Tonino manco voleva candidarmi>.

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Razzi con Al Bano

Razzi con Lando Buzzanca, ieri sera

Razzi con Lando Buzzanca, ieri sera

Ognuno con la propria vita risolve arrotondando come vuole, l’importante è esserne consapevoli. Lui per esempio, adesso con la storia della beneficenza, assolve i propri peccati, di vanità di egocentrismo di interesse e di ambizione. Prima Federico, il ragazzo di Pescara operato in Svizzera, poi i Diversi uguali di Gianna Camplone, e ovunque serva si fa avanti. <E non è che i soldi non mi servano: ho due figli (uno idraulico in Spagna, l’altro venditore di elettrodomestici in Svizzera) di cui uno a malapena arriva a fine mese, potrei aiutare lui, invece preferisco aiutare gli altri>.

Racconta, Razzi, seduto al caffè Carducci di Pescara che è diventato il suo ufficio (tavoli bianco rossi e verdi come i gemelli che porta al polso), che poi in Svizzera lui alla fine è diventato capo operaio e anche sottufficiale dei pompieri all’interno della azienda per la quale lavorava. Ri-racconta anche che prima di sposarsi ha avuto mille donne che manco Rocco Siffredi, mostra una foto da ragazzo in cui, è vero, somiglia molto al Che, ma solo fisicamente eh, e che era campione di rock and roll. E che un giorno, era il 22 febbraio giorno del suo compleanno, in un locale di Lucerna gli chiesero di sostituire il capo ballerino dei Mambos of Giamaica, mica chiacchiere, e lui si esibì e fu tanto il successo tanti gli applausi tanto di tutto, che lo invitarono a un tavolo.

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Razzi giovane vestito da pompiere

<E chi ci trovo seduto a quel tavolo? Il direttore generale della mia azienda, con la moglie e alcuni clienti. Quando l’ho visto ho capito che avrei perso il lavoro>. Invece no: volevano complimentarsi con lui. <Bevemmo whisky e coca tutta la sera, io ballai anche con la moglie del mio capo e intrattenni così bene i clienti che il giorno dopo il direttore venne a stringermi la mano e a ringraziarmi davanti a tutti i miei colleghi>. E a parte la valigia di cartone, c’è un altro claim per l’Abruzzo che se ci fosse ancora l’Expo sai che successo.

<Le piantine di pomodoro: avevo la macchina piena, stavo ripartendo per la Svizzera dal mio paese, era il 2006, la prima volta che venni candidato con la legge Tremaglia. Mi telefonarono chiamandomi onorevole, io misi giù pensando che mi sfottessero. Richiamano, mi dicono che parlavano dal Viminale e io manco sapevo cos’era sto Viminale, e mi dissero che ero stato eletto. Allora presi la macchina, così com’era, piena zeppa di piantine di pomodori e andai direttamente a Roma>.

Quando alla fine approdarono in Svizzera, molti giorni dopo, le piantine erano belle che seccate. Ma a qualcosa nella vita bisogna pur rinunciare.

Razzi, in questa foto sembra il Che

Razzi, in questa foto sembra il Che

Ieri sera Razzi è stato protagonista di una serata organizzata da Eva 3000, con le foto scattate da Barillari in occasione del rifiuto al Grande Fratello. Ha detto no, ma mica perchè teme il giudizio di Berlusconi, proprio no. <Lui è contento se faccio cose per le reti Mediaset. Quando andai a Scherzi a parte da Bonolis, trovai in Senato tutti che alzavano il sopracciglio e mi deridevano. La sera fui invitato a Palazzo Grazioli. Silvio entrando mi disse “bravo Antonio, lo sai che ieri da Bonolis c’è stato il 28 per cento di share?”>. Li zittì tutti, gli altri invitati. E da allora, quando parlano al telefono lui e il Berlusca, va così: <Pronto, parlo col senatore più famoso d’Italia?>. E Razzi: <Parlo col presidente più famoso del mondo?>. Corrispondenze di amorosi sensi che si concludono col Cavaliere che dice “fatti li ca@@i tua”. Insomma, si adorano.

Razzi con Berlusconi

Razzi con Berlusconi

Tutto ciò premesso, se gli chiedi se adesso lui si ricandiderà, dice che no, inizialmente aveva pensato di no, di andarsene in pensione. Ma poi. <Intanto tra Camera e Senato io sono il più pulito. E poi mica gli posso fare un favore a questi qua. Mi ricandido perché non ci penso proprio a farli contenti>. Eccoli sistemati.




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