·Razzi, miracolo Sanremo·

E adesso, tutti i suoi di Forza Italia alla caccia disperata di un seggio blindato, e che da almeno sette mesi stanno tramando per ritagliarsi un posto in paradiso, cioè in Parlamento, rumano per la rabbia. Perché Razzi sarà sempre Razzi, incolto buffo sgangherato e ignorantello, ma l’ imitazione di Crozza sul palco dell’Ariston a Sanremo, gli è valsa la conferma della candidatura. Insomma i Chiodi e i Pagano sanno bene che quell’imitazione lì davanti a milioni di telespettatori vale come una prenotazione.

Crozza-Razzi con Carlo Conti

Soprattutto se a scegliere i candidati sarà Berlusconi, uno che avrebbe pagato oro per trovarsi lì sopra, sia pure in formato Crozza. Quindi, per il momento, il suo seggio è al sicuro. Lui da New York, gongola. Anche se la sua missione diplomatica con la Corea nelle ultime ore è andata a farsi benedire per colpa del razzo (singolare).

Insomma, il comico ligure ha scelto di indossare le vesti del senatore abruzzese per firmare il suo riscatto col Festival di Sanremo. Crozza, che nelle prime quattro sere del festival è apparso in collegamento e che non entrava all’Ariston da quando nel 2013 fu fischiato, per la finale ha raggiunto i conduttori in scena e dopo un esilarante dialogo con Carlo Conti e Maria De Filippi, ha cantato la canzone “Establiscimento”, un inno razzista e sgrammaticato. “Carlo, attaccati al Trump”, recita il ritornello.

Razzi, quello vero, in Corea

“Siamo qui all’Indesit”, ha detto il finto senatore a Conti. “No, siamo all’Ariston”, lo ha corretto. “Ma no, l’Ariston faceva i frichi”, ha detto Razzi tra le risate della platea.

“Devo dire una cosa importante, che mi esce dal colon: a Sanremo ci prenderei la residenza. Quando ho visto quelli del comune che timbravano i cartellini in mutande ho pensato: quello è il paradiso”.

Poi ha detto che “Papaveri e pecore” è la sua canzone di Sanremo e che  si considera un uomo “tutto casa chiusa e chiesa”. Il discorso si è poi spostato su Donald Trump.  A Conti che gli ha chiesto cosa pensasse dell’oleodotto sulla terra dei pellerossa, Razzi-Crozza ha risposto:

“Se hai la pelle rossa ti metti la pasta di fissan”.

Razzi storpia più o meno tutti i nomi, e questo si sa: per lui Conti è diventato “Carlo acconto” e quando il conduttore ha nominato i “retaggi”, è sbottato: “Lasciamola lavorare Virginia Retaggi!”.
Alla fine, l’inevitabile “Carlo, fatte li caz.. tua, sul muro col Messico” di Trump:

“La cucina messicana ti rimane tutta qua. Ti sei mai chiesto perché speedy gonzalez correva?”.

Lo sketch si è chiuso con Maria De Filippi  (diventata nel frattempo Maria De Filippa Lagerback) che ha lanciato il codice “00amicocaro”, e con  Razzi che le fa: “Ma quando stiri sei così lenta?”. E prima di iniziare a cantare, si gira, la bacia sulla bocca e le consegna 10 euro: “Tu non puoi lavorare gratis, è diseducativo per i bambini”.

Razzi-Crozza con la De Filippi

Razzi quindi da New York, dove è andato per partecipare a una sezione dell’Unione interparlamentare, è più che soddisfatto. Aveva chiesto di incontrare Trump: “Nella sua campagna elettorale ha dichiarato che vuole riallacciare il discorso con la Corea del Nord. Io vado a Pyongyang il 12 aprile con una ventina di delegati, parlamentari e non. Se Trump trova lo spazio per incontrarmi gli proporrò di portare una sua lettera al presidente Kim Jong-un che mi ha invitato per la festa nazionale dedicata a suo nonno Kim Il-sung. Farò “C’è posta per te” per Trump“.
ps: purtroppo per lui proprio in queste ore la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico nella sua prima grande prova di forza dall’insediamento di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti.Il presunto missile Rodong/Nodong lanciato ad angolo ripido, ha raggiunto l’altezza di 550 km e ha coperto una distanza di 500 chilometri prima di schiantarsi nel Mar del Giappone.
ps: Sarà dura per lui fare l’ambasciatore, adesso.




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