·I due partiti della City·

La City va. Eccome se va. Sabato scorso la Regione, dopo il rifiuto del Comune di Pescara, ha deciso di rivolgersi ai Vigili del fuoco: saranno loro a dover certificare che il carico antropico (parola magica e poco commestibile che misura l’impatto della presenza umana negli edifici) che si andrebbe a realizzare nei nuovi uffici regionali, non sarebbe paragonabile o uguale a quello di un ufficio pubblico con file, sportelli e aperto ai cittadini. Insomma, più leggero. E così la palla passa a loro.

lacity

 La Regione Abruzzo ha deciso: si va avanti, senza farsi intimidire dall’inchiesta della procura della repubblica, ormai giunta al capolinea. E mentre alla squadra Mobile alla fine rientra la notizia del trasferimento del poliziotto che ha indagato sulla City, quello sul quale il governatore Luciano D’Alfonso aveva puntato il dito in Consiglio regionale (notizia data in anteprima dai Duepunti di Giancarlo Falconi), continuano a emergere le perplessità sull’operazione da parte di alcuni dirigenti e assessori. 

C’è una intercettazione dell’agosto scorso tra l’ingegner Antonio Macera e la funzionaria Everina Di Filippo, molto emblematica. E che dimostra che furono proprio loro due a seguire l’operazione, dall’inizio alla fine.

Di Filippo:

Che mi dice, che voleva

Macera:

no niente, volevo soltanto…no…soltanto eh complimentarmi e ringraziarti perché è apparso quell’articolo sulla nuova sede

Di Filippo:

eh eh

Macera:

eh no, solo noi abbiamo fatto tutta l’istruttoria, e non c’è….siamo tutti, come dire, neanche sfiorati dal sospetto

Di Filippo:

eh eh va bene dai, poi…

Macera:

allora questo è stata una fonte grandissima di soddisfazione…

Di Filippo:

eh però 

Macera:

ritornare perché…pure tu hai contribuito a questo….

Di Filippo:

no vabbè ingegnere, il problema…ma io (cade la linea)

Chiodi e D'Alfonso

Chiodi e D’Alfonso

Nel dossier della squadra mobile, si ipotizza con precisione la paternità politica dell’operazione. Ecco cosa dice:

“Quale fosse la paternità politica dell’intera operazione emergeva da un documento, un brogliaccio tenuto dallo stesso Macera relativamente a una riunione tenutasi il 12-6-2012 a Pescara, verosimilmente presso gli uffici dell’assessore Federica Carpineta a cui prendevano parte i seguenti personaggi: Carpineta, Sorgi, Di Giampietro, ingegner Colangeli, ingegner Macera. E per il Comune di Pescara l’assessore Antonelli, il consigliere Sospiri, l’architetto Fino, il dottor Vespasiano”

Sia Antonelli che Sospiri, ricostruiscono gli investigatori,

“assicuravano tempi certi, celeri e sicuri in merito alla variazione della destinazione d’uso in favore della società Iniziative immobiliari”.

Sospiri e Antonelli

Sospiri e Antonelli

Alla fine di quella riunione viene sottoscritto un documento in cui Macera sollecita la chiusura dei lavori della commissione regionale “per una serie di ragioni, tra cui l’intervenuto ampliamento della zona C del piano di rischio aeroportuale”. Ampliamento che naturalmente ingloba anche l’area della City. In quell’occasione e’ Sospiri a dire che quella prescrizione non deve scoraggiarli perché il Comune di Pescara non ha recepito l’emendamento, anzi ha addirittura impugnato il provvedimento presso il Tar del Lazio. Circostanza non vera, sottolinea ora la squadra Mobile.

Federica Carpineta

Federica Carpineta

Insomma, dal dossier sulla City emergono con chiarezza le responsabilità tecniche e persino le paternità politiche. Che fino a un certo punto erano indubbiamente del centrodestra o di una parte del centrodestra. Ma che poi sono state ereditate e raccolte dal centrosinistra. È successo con la City, e’ successo col progetto Maltauro del nuovo ospedale di Chieti. Politica bipartisan, valida per tutte le stagioni.





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