·Quante giravolte sulla City·

Quel giorno la Regione decise di non approvare. Per usare le parole esatte, deliberò di non deliberare. Insomma, ingranò una velocissima retromarcia. Ma è stata soltanto una pausa tattica, probabilmente in attesa di vedere dove sarebbe andata a parare l’inchiesta della procura. Sull’operazione City insomma ci si aspetta un’altra virata a 360 gradi.

La City

La City

Era il 29 maggio scorso, solo due mesi dopo la famosa decisione con cui la giunta regionale decise di procedere all’acquisto della nuova sede per gli uffici di Pescara, l’ormai famosa City. Operazione incardinata dalla giunta Chiodi su proposta dell’assessore Federica Carpineta e condotta però al traguardo da Luciano D’Alfonso.

Luciano D'Alfonso

Luciano D’Alfonso

Così il 13 marzo il governatore dà il via libera all’affitto con riscatto della City e il 29 maggio ci ripensa. Cosa c’è di nuovo? Di nuovo c’è solo la lettera del consigliere cinquestelle Domenico Pettinari che svela l’esistenza del piano di rischio aeroportuale ma soprattutto c’è l’inchiesta della procura di Pescara. E non è poco. Ma che l’inchiesta fosse già nell’aria si sapeva da tempo. Eppure la Regione spinge sull’acceleratore. Salvo poi ripensarci.

Così scrive nella delibera di retromarcia: la giunta <delibera di non approvare allo stato la proposta del 13-3-2015, di acquisire la lettera del consigliere Pettinari e il parere conclusivo del Comune di Pescara, in ordine alla questione sollevata dal dibattito politico su cui si ha contezza documentale attraverso le rassegne stampa ufficiali della Regione; di precisare che il tema ricorrente, nelle perplessità segnalate, concerne l’idoneità urbanistica del sito rispetto al cono d’ombra aeroportuale>.

Alcuni dirigenti regionali sono stati già indagati, insieme a dirigenti del Comune di Pescara e all’ex sindaco Luigi Albore Mascia e all’ex assessore Marcello Antonelli. E così la Regione blocca tutto, in attesa di vedere l’effetto che fa. Ma che D’Alfonso abbia intenzione di trasferire lì gli uffici è fuori di dubbio: primo perchè fa scrivere nella delibera che non approva “allo stato”, cioè non approva adesso ma domani si vede.

Mascia e Antonelli

Mascia e Antonelli

E poi perchè dieci giorni fa nel corso di una riunione operativa, ha chiesto ai tecnici del Comune di Pescara una certificazione di idoneità rispetto a una porzione dell’insediamento, che lo metterebbe al riparo da qualsiasi contestazione. Il governatore spinge in quella direzione anche perché la proprietà di Iniziative immobiliari e’ di molti giovani rampolli pescaresi con cui è bello intrattenere buoni rapporti e perché in pratica l’alternativa non c’è. Anzi, potrebbe essere l’edificio di Toto in via Passolanciano che però non se ne parla neppure: non si scherza col fuoco più di una volta.

Il Comune risponderà picche. Ecco cosa dice il sindaco Alessandrini: “In ordine alla vicenda della cosiddetta City si precisa che l’attività amministrativa in capo al Comune di Pescara è cessata a seguito di una esplicita richiesta del soggetto privato, tesa ad ottenere il cambio di destinazione d’uso da “ufficio privato” a “ufficio pubblico”. Attività che si è conclusa con l’approvazione da parte dell’Amministrazione precedente dell’atto di Giunta n. 569 del 12 luglio 2013, sul presupposto dell’immutato carico urbanistico”.

Fine delle trasmissioni. D’Alfonso dovrà arrangiarsi da solo.





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