·Pronta la poltrona da 200 mila €·

Via libera alla poltrona da 200 mila euro. Il contratto da direttore generale per Tommaso Di Biase è pronto per la firma: il Tar nell’udienza del 7 giugno scorso ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dalla candidata esclusa Sebastiana Parlavecchio che una settimana prima era riuscita a ottenere un provvedimento monocratico di sospensiva del presidente del Tar Antonio Amicuzzi. Il provvedimento, emesso in via di urgenza, sospendeva l’avviso di convocazione dell’Ersi (l’ente regionale per il servizio idrico integrato), i verbali della commissione di valutazione e il decreto di nomina del direttore generale, alla luce del fatto che

“qualora il contratto di lavoro venisse concluso, si verificherebbero evidenti e irreparabili ragioni di pregiudizio a danno della ricorrente, che imporrebbero l’immediata sopensiva dei provvedimenti impugnati e in particolare della delibera n.6 del consiglio direttivo dell’Ersi, perchè a seguito di questa, in qualsiasi momento il contratto di lavoro del candidato selezionato in base al censurato procedimento amministrativo potrebbe essere firmato, rendendo definitiva la lesione della posizione giuridica della deducente”.

D’Alfonso e Di Biase, vincitori

Un provvedimento emesso per “ragioni di estrema gravità e urgenza” tali da non consentire di aspettare fino alla Camera di Consiglio fissata per il 7 giugno scorso, che però non ha ratificato il provvedimento di sospensiva del presidente.
Una nomina che aveva provocato tantissime polemiche, quella di Tommaso Di Biase, praticamente l’ombra del governatore, sin dal momento della selezione. Aveva presentato una diffida, l’ex dirigente regionale Sebastiana Parlavecchio, e una richiesta di acquisizione di atti, ma il consiglio direttivo presieduto da Daniela Valenza (presidente dell’Ersi e segretaria di giunta del governatore Luciano D’Alfonso) aveva fatto orecchie da mercante e stabilito l’ avanti tutta.
E alla fine, esclusa la Parlavecchio ed escluso qualche giorno prima un altro candidato, Gilberto Ambotta, alla fine di tutta la rigorosa scrematura, se la sono giocata in due, entrambi fedelissimi del governatore: Guido Dezio e lui, il vincitore, l’architetto Tommaso Di Biase, 68 anni, autore del progetto del ponte del cielo poi bocciato dalla Sovrintendenza, ex assessore al Comune di Pescara in quota Rifondazione ai tempi di D’Alfonso sindaco.

Daniela Valenza

Una poltrona confezionata per bene: lo stipendio del direttore generale, appositamente generato da una modifica dello Statuto dell’ente approvata dalla giunta regionale il 7 febbraio scorso, supererà i 200 mila euro. La Regione quel giorno inseri’ alcune novità che riguardavano proprio il direttore generale:  la laurea ma non la specializzazione nel servizio idrico integrato (che avrebbe tra l’altro notevolmente avvantaggiato la candidata esclusa); inoltre stabili’ che l’incarico venisse “conferito tramite contratto a tempo determinato di diritto pubblico o con contratto di diritto privato al di fuori della dotazione organica dell’Ersi».
ps: e pensare che l’Ersi era nato per accorpare tutti gli Ato e risparmiare. Come no.




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