·Val Fino giustifica i mezzi·

E’ uno dei nuovissimi ingaggi nella squadra dei fedelissimi. Conquistato a colpi di incarichi, viaggi, adulazioni, poltrone e poltronissime: insomma grazie alla ruota che il governatore fa quando si tratta di irretire qualcuno. E adesso la ruota (della fortuna) gli ha regalato un progetto, di quelli che non sarebbero stati promossi neanche alle scuole di recupero.

D'Alfonso e Monticelli

D’Alfonso e Monticelli

In questo caso la ruota ha girato a velocità supersonica: Luciano Monticelli, piddì col fucile puntato e perdipiù amico per la pelle fino a qualche mese fa del nemico giurato di Dalfy, Tommaso Ginoble, uno che l’anno scorso di questi tempi fece ballare la rumba a tutta la giunta regionale grazie al patto di ferro con Andrea Gerosolimo (che nell’occasione portò a casa un assessorato sfilato a Sel), ora è passato armi e bagagli nel team dei dalfonsiani. E l’altro giorno ha esultato per l’ennesimo regalo che gli ha fatto Dalfy, molto ma molto a sorpresa: il finanziamento dell’area Val Fino-Vestina, addirittura la prima area interna a essere finanziata, scrive lui sulla sua bacheca Facebook.
Non è la prima, è la seconda area a ottenere il vialibera, ma tanto basta. Il fatto è che questo è un regalo bello e buono, visto che il Nucleo di Valutazione nazionale degli investimenti pubblici per le aree interne, lo scorso anno sull’area Val Fino Vestina ne aveva dette di cotte e di crude.

Monticelli con Ginoble e Gerosolimo ai tempi d'oro

Monticelli con Ginoble e Gerosolimo ai tempi d’oro

Per esempio che sebbene il Gran Sasso sia

“l’attrattore più importante della regione, la visione di sviluppo proposta dalla Val Fino sembra poco innovativa nel modo di guardare e proporre i propri punti di forza, e non tiene conto della vivacità imprenditoriale dell’area”.

E questo già basterebbe. Invece il Comitato va oltre:

“In generale – scrive – ad una buona capacità di spesa non si associa una maturità progettuale che parta da una chiara visione dei bisogni e della potenzialità”.

Ma è il giudizio finale di Fabrizio Barca, a nome del comitato, che mette un timbro tombale sul progetto che riguarda la Val Fino:

“Sono tre i punti di maggiore criticità per la costruzione di un progetto condiviso – scrive l’ex ministro – la sensazione che tra le tre valli non ci sia omogeneità territoriale, e che difficilmente potranno collaborare; la situazione demografica che varia da Comune a Comune; e al momento non si vede alcuna leadership in grado di interloquire direttamente col centro”.

Quindi la bocciatura di Barca riguarda anche la guida politico-amministrativa dei Comuni della Valle. Ma il giudizio si estende naturalmente alle potenzialità economiche e turistiche dell’area: il progetto presentato punta su un filone chiave, la filiera agroalimentare-paesaggistico-cuturale-turistica. Questo filone però, sottolinea Barca, richiede un aumento della presenza turistica. Il numero delle imprese sul territorio è elevato e c’è anche una banca fortemente radicata.

Fabrizio Barca

Fabrizio Barca

Ma non basta:

“Si è parlato della storia ambientalista e del nesso con la cultura come punti di forza ma i punti di forza non sono soltanto da tutelare e raccontare, sono da cambiare e innovare”.

Quindi c’è troppa arretratezza, e inoltre, aggiunge Barca,

“la ricettività non è adeguata a fronte di tantissimi visitatori che potrebbero essere ancora di più”.

Ecco, con questo giudizio, la Regione Abruzzo che fa? Approva il progetto bocciato. E mica è un okay e basta. E’ un progetto che sarà finanziato con i fondi europei e con la legge di stabilità.
ps: della serie: alla Regione Abruzzo si fa come cavolo (gli) pare. A D’Alfonso, chiaro.




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