·Prescrizioni leggere, incubo Inail per Marsilio·

Ha abbassato tutto, tutti i parametri di sicurezza indicati dal governo, per accontentare le associazioni di categoria. E quindi al mare si potrà stare un po’ più vicini, 3 metri e mezzo tra ombrelloni della stessa fila (contro i 4 previsti dal decreto Conte), sempre 3 metri e mezzo tra una fila e l’altra (contro i 5 metri del decreto Conte).

Marsilio con l’assessore Mauro Febbo

E anche al ristorante, solo un metro di distanza tra un tavolo e l’altro (e ciascuna azienda può adottare le soluzioni più adeguate al proprio layout)”, e tra un cliente e l’altro, e solo se qualcuno ne fa espressa richiesta, si possono distanziare le sedie di un metro. E via di questo passo, con tutto un susseguirsi di “se possibile”, “se non fosse possibile”, per arrivare a più miti consigli. Al contrario del decreto Conte che prevede uno spazio di quattro metri quadri per ogni cliente. 

Sono solo esempi, di una serie di allentamenti decisi dalla Regione Abruzzo, con specifiche ordinanze del presidente Marco Marsilio, rispetto alle decisioni prese a Roma. Staremo al sicuro lo stesso, qui in Abruzzo? Le misure adottate dal governatore tengono conto delle esigenza di tutela della salute dei cittadini o più degli interessi di ristoratori e balneatori?

La domanda se la fanno in molti. E adesso anche Marsilio comincia a temere che qualcosa possa sfuggirgli di mano. Magari qualcuno si ammala, magari nasce un contenzioso, magari un paziente o un familiare fa causa al ristoratore o alla Regione. Potrebbe succedere. E così ieri ha preso carta e penna e ha scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per chiedere “chiarezza”:

“Io ho raccomandato chiarezza, tutto deve essere definito con chiarezza per evitare pasticci, – ha spiegato Marsilio all’AdnKronos- incomprensioni per non finire in un contenzioso giuridico. E’ necessario delimitare con chiarezza i poteri delle Regioni e i limiti dettati dall’Inail, che non siano indicazioni di puro principio e che siano economicamente gestibili. Il problema è serio ci sono 5 miliardi di mancate entrate per le regioni che stanno sostenendo uno sforzo economico enorme per integrare se non sopperire a quelle misure non adottate dal governo per il rilancio e protezione dei più deboli”.

E aggiunge:

“E’ stata ribadita la necessità che le linee guida del decreto legge dovranno concedere in maniera esplicita alle Regioni la facoltà di anticipare l’apertura e il riavvio delle attività e potremo quindi muoverci anche nel rispetto dei protocolli Inail che sono indicativi ma non prescrittivi. – ha continuato – Anche se qui nasce la disputa sulle distanze degli ombrelloni in spiaggia, 4 metri piuttosto che 5, dei tavoli nei ristoranti, due o tre. Servono regole precise”.

La parola magica è appunto “Inail”, perché è l’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro” a fissare le misure di salvaguardia della salute pubblica indicate dal governo Conte. Se le Regioni vogliono fare di testa loro, forse potrebbero incorrere in qualche inciampo anche di carattere penale. E ieri, a cose fatte e ordinanza firmata, Marsilio ci ha pensato. Mai difficile che il governo gli cavi le castagne dal fuoco.




Articoli correlati

  • Contro il virus c’è la Mirus23 Marzo 2020 Contro il virus c’è la Mirus Il costo di 100 mila mascherine usa e getta o di 5 ventilatori polmonari duplex, per salvare la vita a 10 pazienti. Invece, con quei soldi, 48.190,00 euro, la Regione Abruzzo ha deciso di […]
  • La versione di Marsilio23 Aprile 2020 La versione di Marsilio Cinquanta minuti di conferenza stampa. Per spiegare il come e il perché dell’ospedale Covid a Pescara: il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio non risparmia parole pesanti agli […]
  • L’acqua e l’allarme ignorato13 Settembre 2017 L’acqua e l’allarme ignorato Dopo. Dopo i terremoti, dopo le valanghe, dopo gli incendi, dopo le frane. La Regione corre ai ripari, insegue, mette le pezze, tira fuori dal cilindro le carte delle valanghe che avrebbe […]
  • Passeggiate vietate, ordinanze in procura22 Aprile 2020 Passeggiate vietate, ordinanze in procura E ora c’è un esposto alla procura della repubblica e alla Corte dei conti contro le ordinanze anti-passeggiata del sindaco di Pescara Carlo Masci e del presidente della Regione Abruzzo […]