·Poltroniadi, Ciancaione fuori·

Fuori dalla Regione. Da ieri la dirigente del Bilancio Rosaria Ciancaione non lavora più negli uffici di viale Bovio: dopo la decisione del Consiglio di Stato, che aveva respinto il suo ricorso, la responsabile dell’Anticorruzione Cristina Gerardis le aveva dato sette giorni di tempo per andarsene. Sì, per andarsene: visto che l’opzione, o dirigente regionale o consigliere comunale a Roseto, la Ciancaione l’aveva già esercitata scegliendo Roseto. E per questo la lettera della direttrice generale è stata piuttosto ultimativa.

Rosaria Ciancaione

La dirigente non poteva tenere il piede in due staffe: lo ha stabilito il Consiglio di Stato ma lo aveva detto senza possibilità di dubbio anche l’Anac, l’autorità anti corruzione a cui si era rivolta la Gerardis. La Ciancaione, assunta dalla Regione il 30 novembre 2015, è stata eletta nel consiglio comunale di Roseto, città con più di 15 mila abitanti. Ma nell’atto di notorietà aveva scritto che non esistevano cause di incompatibilità allegando il parere del proprio legale di fiducia, in quanto

“l’incarico di dirigente del servizio Bilancio non comporta l’esercizio in via esclusiva delle competenze di amministrazione e gestione”.

Il Tar le aveva dato torto, e poi pure il Consiglio di Stato. Alla fine ieri, la dirigente molto sponsorizzata da Claudio Ruffini, braccio destro del presidente Luciano D’Alfonso, ha dovuto mollare la presa. Lasciando nella disperazione il suo direttore Ebron D’Aristotile.
Ma altri movimenti sono in corso. Gli incarichi regionali bollono: in arrivo la poltronissima dell’ufficio ricostruzione, in assoluto in questo periodo la più ambita, e per la quale ci sono una ventina di curricula in attesa di valutazione. Vacante anche la poltrona di presidente della Tua, la società di trasporti regionale, dopo le dimissioni di Luciano D’Amico. Il più quotato, al momento, sembra il fedelissimo di Dalfy Guido Dezio.

Dezio con Dalfy

Ma anche il capo di gabinetto della giunta regionale Fabrizio Bernardini potrebbe aspirare a un altro incarico, forse proprio all’ufficio ricostruzione: infatti non si è fatto rinnovare l’interim del Personale, e questo lo solleva da ogni incompatibilità.
Mentre dal Dipartimento della presidenza e rapporti con l’Europa sta per essere trasferita Paola Losito, dirigente e cognata del nuovo direttore, Vincenzo Rivera, che sostituisce Giovanni Savini, andato a Roma a lavorare col ministro Dario Franceschini. Sembra che alla Regione considerino inopportuno far lavorare a contatto di gomito due familiari, anche se situazioni simili si verificano anche in altri dipartimenti.

Francesco Carli

Pronto a fare la valigia anche il presidente del collegio di liquidazione di Abruzzo engineering Francesco Carli, che aveva chiesto di rimanere come amministratore unico ancora per un po’, almeno il tempo di approvare il nuovo bilancio. Ma ieri, nel corso dell’assemblea che doveva revocare la liquidazione e i commissari liquidatori, è emerso chiaramente che Luciano D’Alfonso pensa di sostituirlo. In un primo momento è uscito il nome di una donna, ma estranea al contesto regionale. Poi questa ipotesi è naufragata e l’assemblea è stata aggiornata al 14 febbraio.
ps: ma altri movimenti covano sotto la cenere. E la fuga dei dirigenti regionali, assicurano i bene informati, continua.




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