·Poltrona premio a Berardinetti·

E puntuale è arrivata la ricompensa: Lorenzo Berardinetti la sua fedeltà a Luciano D’Alfonso l’ha dimostrata col voto contrario all’incompatibilità, prima nella giunta delle elezioni e poi in Consiglio regionale, votando compatto con la maggioranza, e ora diventa assessore. Che problema c’è, qui in Abruzzo uno può fare il governatore e pure il senatore, contemporaneamente. Una farsa. Mentre arriva dalla Calabria la notizia che è passato all’unanimità il provvedimento che decreta l’incompatibilità degli eletti in Parlamento: senza distinzione di casacca, di partito, di fede politica, i consiglieri hanno votato compatti. Con dignità e persino con stile, visto che il capogruppo di Forza Italia Francesco Cannizzaro ha partecipato al Consiglio facendo un saluto formale ai suoi ex colleghi. Insomma, tutta un’altra storia.

Invece qui in Abruzzo, col governatore prossimo alla scadenza, continuano a fioccare nomine: Lorenzo Berardinetti è stato nominato ieri mattina, come Mapero ha anticipato ieri alle 15.28.

  Berardinetti, che appartiene al gruppo Regione facile al quale ha aderito anche Donato Di Matteo dopo le dimissioni da assessore e la fuoriuscita dal Pd, rappresenta uno schiaffo in faccia per lo stesso ex assessore. Un tradimento anche da parte di Berardinetti con il quale fino a poco tempo fa il gruppo Gerosolimo & Di Matteo pensava di far dimettere la giunta. Ma evidentemente la poltrona esercita un’attrazione fatale, che Luciano D’Alfonso conosce bene.

Restano in panchina Maurizio Di Nicola, in lista di attesa da tempo e lo stesso Mario Mazzocca, che fino a ieri ha imposto ad Articolo 1 la fedeltà alla giunta forse sperando anche lui in una poltrona-premio: invece si dovranno accontentare, il primo di una delega ai Trasporti e il secondo di una delega alla Ricostruzione, arrivata anche per lui ieri mattina. Meglio di niente: alla fine la fedeltà paga ( e spiega molte cose, anche l’esito dell’assemblea di lunedì’ di Articolo 1).

Berardinetti con Di Matteo

Indignato il presidente della Commissione di vigilanza Mauro Febbo: 

“Siamo di fronte ad un esecutivo agonizzante che si regge su numeri risicati con una maggioranza composta da Consiglieri che pensano esclusivamente ai propri  interessi di bottega, rimanendo incollati a quella sedia per qualche mese in più pur di incassare lo stipendio. Questo è confermato sia dalla nomina di Berardinetti ad assessore regionale sia dalla designazione di Di Nicola quale delegato ai Trasporti senza dimenticare il passaggio di D’Ignazio nelle file della maggioranza che di fatto ha rappresentano un tradimento del suo elettorato. Una maggioranza inoltre, piena di contraddizioni dove Berardinetti fa parte dello stesso gruppo consiliare di Di Matteo  che oggi però è all’opposizione dopo aver criticato duramente, durante l’ultimo Consiglio regionale, la maggioranza che governa la regione”.

Un lungo elenco, al quale manca Articolo 1: dopo tanto sbraitare, restano in sella anche l’assessore Marinella Sclocco e Mario Mazzocca, non ci pensano proprio a farsi da parte, anzi raddoppiano.

ps: e d’altronde pure loro spiccano per aver consentito a D’Alfonso di mantenere il piede in due staffe, votando no all’incompatibilità in Consiglio regionale. E’ la poltronamania: la consapevolezza che tra qualche mese, torneranno a casa. Meglio approfittare di questi scampoli di legislatura.




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