·Poltrona d’oro all’Ersi·

Bisogna trovare un’altra poltrona d’oro. Ed eccola pronta, servita sul piatto d’argento dalla Regione Abruzzo che il 7 febbraio scorso modifica lo Statuto dell’Ersi (ente regionale del sistema idrico integrato) e con un oplà, attribuisce al direttore generale uno stipendio d’oro che più d’oro non si può. Anche con tanto di maggiorazione, visto che a pagare è sempre Pantalone.
Una forzatura, secondo il capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri che ha scritto una lettera al direttore generale della Regione Cristina Gerardis: perchè non sta scritto da nessuna parte che il trattamento economico di un direttore generale venga definito da uno Statuto e non dalla legge istitutiva dell’ente. Ma la Regione veloce, evidentemente, ha preferito fare così, per evitare il muro contro muro in consiglio.

Cristina Gerardis

E così con la delibera numero 52 la Regione ha stabilito, nella modifica statutaria, che il compenso del direttore generale dell’Ersi

“debba essere equivalente a quello previsto per i dirigenti del comparto Regione-Enti locali e dei vigenti contratti collettivi nazionali e decentrati” e che “possa essere integrato con una indennità ad personam commisurata alla specifica qualificazione professionale, anche in considerazione della temporaneità del rapporto e delle condizioni di mercato”.

Quindi, spiega lo Statuto riveduto e corretto dalla giunta regionale abruzzese,

“oltre alla retribuzione indicata, può essere definita l’attribuzione di una premialità correlata al raggiungimento degli obiettivi. L’importo del premio può raggiungere al massimo il 30 per cento della retribuzione lorda prevista”.

Lorenzo Sospiri

Quindi, alla faccia della spending review, e mentre non si trovano i soldi per i dipendenti dei Centri di ricerca, il direttore generale dell’Ersi (il presidente è Daniela Valenza)  si troverà a beccare uno stipendio considerevole e una premialità non legata al raggiungimento degli obiettivi, come prometteva in campagna elettorale il futuro governatore Luciano D’Alfonso, ma alla

“temporaneità del rapporto e delle condizioni di mercato”.

Insomma, fa rilevare Sospiri che mentre gli incarichi di presidente e consiglio direttivo sono gratuiti secondo la legge istitutiva dell’Ersi, (la giunta tentò di modificare anche questa caratteristica ma trovò le porte sbarrate dall’opposizione), del direttore generale vengono semplicemente definiti i poteri. Insomma, un vuoto normativo. Che avrebbe dovuto essere colmato con una legge, e non con lo Statuto.

Daniela Valenza

Dice infatti Sospiri che

“il trattamento economico del dg, dovrebbe essere oggetto di apposita disposizione normativa anche per evidenti ragioni di carattere economico-finanziario”.

D’altronde era la stessa legge del 2011 a precisare che quanto non previsto, fosse disciplinato con una legge organica regionale di settore. E il capogruppo azzurro, nella lettera alla Gerardis, ricorda anche che la parte variabile della retribuzione dovrebbe essere legata “ai risultati raggiunti”, tra l’altro appositamente valutati dagli organi preposti al controllo. Niente di tutto questo.
ps1: adesso sarà la Gerardis a dover spiegare come e perchè la Regione ha preferito questa scorciatoia, tra l’altro molto al di fuori degli schemi (normativi).
ps2: quello del direttore generale, tutto calcolato, sarà uno stipendio di circa 120 mila euro l’anno (senza contare che l’Ersi avrebbe dovuto sostituirsi agli Ato, che sono ancora vivi e vegeti).




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